Vuoi fare un regalo a tuo figlio? Stimola la sua intelligenza; vivrà di più

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Vuoi fare un regalo a tuo figlio? Stimola la sua intelligenza; vivrà di più

Un elevato quoziente intellettivo da piccoli riduce il rischio di morte prematura da adulti
redazione

Chi è intelligente si ammala di meno e vive più a lungo. Il nesso tra abilità intellettive e longevità rimane ancora tutto da spiegare, ma che esista è un dato di fatto innegabile. L’ultima e più convincente prova arriva da uno studio eccezionale per il numero delle persone coinvolte e per la durata del periodo di osservazione. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Edimburgo ha infatti raccolto i risultati dei testi per il quoziente di intelligenza di 66 mila ragazzi di 11 anni (metà uomini e metà donne) ricostruendone i destini fino all’età di 79 anni. 

E scoprendo che un Qi alto in gioventù allontana il rischio di morte prematura per una lunga lista di patologie, dalle malattie cardiache, all’ictus, alle malattie respiratorie e dell’apparato digerente, alla demenza e al cancro legato al fumo. Non solo. Una mente brillante da piccoli riduce le probabilità di suicidio e di incidenti mortali da grandi. 

I ricercatori scozzesi hanno calcolato nei dettagli l’impatto delle facoltà intellettive sul rischio di morte prematura: punteggi alti nei test promettono di ridurre del 28 per cento le probabilità di morire per malattie respiratorie, del 25 per cento per malattie cardiache, del 24 per cento per ictus. 

Nulla può l’intelligenza, invece, contro tutte le altre forme di cancro che non siano associate al fumo. 

Per risalire all’origine di questo studio bisogna andare indietro di settant’anni, più precisamente al 4 giugno del 1947. Quella era una giornata speciale per gli studenti delle scuole scozzesi: tutti gli alunni nati nel 1936 venivano sottoposti a un questionario di intelligenza generale per testare le loro abilità verbali e non verbali. Il “Moray House Test No. 12”, messo a punto in quegli anni da Godfrey Thomson esperto di educazione dell’Università di Edimburgo, consisteva di 71 domande per verificare vari tipi di abilità, dal ragionamento, alle capacità di orientamento nello spazio, alla soluzione di problemi pratici. 

Non bisogna essere bambini prodigio per guadagnarsi anni di vita in più, basta rientrare tra i primi dieci classificati per aumentare l’aspettativa di vita. Tanto per fare un esempio: tra i bambini della top ten il rischio di morire di malattie respiratorie era di due terzi più basso rispetto a quelli classificati agli ultimi posti. 

La domanda che tutti si pongono, intelligenti o meno, resta ancora senza una risposta definitiva: cosa c’entra il Qi con la longevità?

Sono state avanzate varie ipotesi e una non esclude l’altra, dicono i ricercatori. La prima: le persone più intelligenti sarebbero spinte verso comportamenti più salutari, tenendosi lontane dai fattori di rischio quali il fumo e la sedentarietà. La seconda: l’intelligenza aumenterebbe la capacità di gestire le malattie. La terza: alcuni fattori genetici contribuirebbero a rafforzare l’associazione tra intelligenza e longevità. 

In conclusione, dicono i ricercatori, bisognerà continuare a indagare per arrivare a conclusioni certe.