Contratto fermo e blocco del turnover. Medici in sciopero il 8 e 23 novembre

Contratto fermo e blocco del turnover. Medici in sciopero il 8 e 23 novembre

redazione

I medici e i veterinari del servizio sanitario hanno lo sciopero nazionale per il 9 e il 23 novembre a sostegno della vertenza aperta con Regioni e Governo, dopo l’interruzione del confronto al tavolo contrattuale. 

Diverse le richieste dei medici sul tavolo: «un finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale 2019 che preveda le risorse indispensabili per garantire i nuovi Lea ai cittadini e per onorare i contratti di lavoro scaduti da 10 anni», si legge in una nota diramata dai sindacati. «L’erogazione alla Dirigenza medica, veterinaria e sanitaria degli stessi aumenti contrattuali previsti  per il restante pubblico impiego, risolvendo in via definitiva l’annosa questione del riconoscimento dell’indennità di esclusività di rapporto nella loro massa salariale»; e ancora: «il  superamento, alla firma del CCNL, del congelamento al 2016 del trattamento accessorio posto dalla legge Madia, restituendo la Retribuzione Individuale di Anzianità dei dirigenti pensionati, patrimonio contrattuale irrinunciabile delle categorie, ai fondi aziendali per assicurare le risorse necessarie per carriere e disagio».

I medici chiedono poi la cancellazione del «blocco della spesa per il personale della sanità, fissato al dato 2004 ridotto dell’1,4%, per facilitare il turnover del personale aprendo una grande stagione di assunzioni nel SSN in grado di fare fronte nei prossimi 5 anni al pensionamento del 40% dei medici, veterinari e dirigenti sanitari attualmente operanti come dipendenti nel SSN, completando altresì i percorsi di stabilizzazione dei precari della dirigenza, avviati con la legge Madia, ma ancora disattesi in molte Regioni».

Infine, dai medici arriva la richiesta dell’inserimento «nella legge di bilancio per il 2019 del finanziamento di quota parte del contratto 2019-2021, o perlomeno dell’indennità di vacanza contrattuale, anche per sfuggire al sospetto di un nuovo blocco contrattuale».