Corruzione e frodi in sanità: 14 Paesi europei a confronto

Il Rapporto

Corruzione e frodi in sanità: 14 Paesi europei a confronto

redazione

C’è chi non rispetta le regole di fatturazione, ma c’è anche chi fattura  servizi sanitari mai erogati. Nell’elenco delle frodi in sanità registrate in 14 Paesi europei, questi sono i due tipi di crimine più diffusi. È quanto emerge dal Rapporto Healthcare Fraud, Corruption and Waste in Europe presentato ieri, 16 giugno, al meeting European HealthCare Fraud & Corruption Network (EHFN) di Roma, una fotografia dell’illegalità che dimostra come il problema non sia solamente italiano. Anche se da noi assume forme particolarmente preoccupanti, mandando in fumo, secondo i dati dell’Istituto per la promozione dell’etica in sanità, circa 6 miliardi di denaro pubblico.

Nel Regno Unito, 4.819 episodi di frodi sono state registrate a danno del sistema sanitario dalle autorità competenti, nel biennio 2014-2015. Una media di 402 casi al mese, tra corruzione e illeciti economici. In Francia, l’attività anticorruzione di Stato dell’Assurance Maladie ha recuperato 220 milioni di euro a favore delle casse d’oltralpe nel 2016 e nell’anno precedente, circa 231,5 milioni. In Belgio, l’autorità d’ispezione sanitaria governativa - il MEID - ha individuato ben 1.225.585 infrazioni, nel 2015.

Il confronto ha messo in luce i punti comuni e gli elementi di differenza, le opportunità di miglioramento e gli ostacoli da superare per mettere in campo politiche e strumenti operativi condivisi a livello europeo. 

«Va sottolineato che i dati contenuti nel HealthCare Fraud, Corruption and Waste in Europa sono difficili da confrontare a causa di differenti metodi di valutazione vigenti– ha dichiarato Renè Jansen, Presidente EHFCN – Al fine di uniformare i criteri di analisi e controllo della corruzione a livello europeo, EHFCN ha messo a punto la ‘matrice di tipologia degli sprechi’ un importante strumento d’analisi per la segnalazione della frode sanitaria, che consente standard uniformi e di cui auspichiamo la diffusione nei Paesi del Network Europeo». 

 

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