Gimbe: «Rimodulare le detrazioni IRPEF per abolire il superticket»

La proposta

Gimbe: «Rimodulare le detrazioni IRPEF per abolire il superticket»

redazione

Agganciare il tasso delle detrazioni per le spese sanitarie dall’IRPEF (oggi al 19% per tutti i cittadini) al reddito e ai consumi sanitari per sonali. 

È questa la proposta della Fondazione Gimbe che consentirebbe di risparmiare circa 1 miliardo di euro all’anno ed eliminare il superticket. 

La proposta arriva alla vigilia della discussione parlamentare sulla Legge di Bilancio 2018 e dopo la proposta della maggioranza che ha chiesto al Governo di «rivedere gradualmente il meccanismo del cosiddetto superticket al fine di contenere i costi per gli assistiti che si rivolgono al sistema pubblico».

Ma da dove prendere le risorse per coprire un ammanco di cassa compreso tra i 500 e i 1000 milioni di euro?

«Il superticket è una tassa estremamente iniqua perché proporzionalmente pesa di più sui redditi più bassi, è fonte di diseguaglianze in quanto applicata in maniera diversa dalle Regioni e, determinando per molte prestazioni uno spostamento verso il più concorrenziale mercato privato , si traduce anche in uno svantaggio per le casse della sanità pubblica», ha detto il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta.

«Mentre tutti si concentrano sul ticket nessuno ha mai rilevato che il sistema che regola le detrazioni IRPEF per le spese sanitarie è altrettanto iniquo perché da un lato offre le medesime agevolazioni fiscali a tutti i cittadini, indipendentemente dalla fascia di reddito, dall’altro permette di portare in detrazione servizi e prestazioni assolutamente futili, di cui prodotti omeopatici e cure termali rappresentano i casi più emblematici», ha aggiunto.

Senza entrare nel merito delle prestazioni ammesse alla detrazione, la Fondazione Gimbe propone dunque due ipotesi di riduzione proporzionale della detraibilità IRPEF per spese mediche. La prima, più semplice, prevede la rimodulazione della percentuale di detraibilità in base alla fascia di reddito, permettendo un recupero di € 915.934 milioni; la seconda, più raffinata, aggancia la riduzione proporzionale al rapporto “spesa sanitaria media”/”reddito medio”, generando un recupero di € 1.023.941 milioni. 

«Siamo pronti a portare in audizione parlamentare i dettagli della nostra proposta – conclude Cartabellotta – perché rendere più equo il sistema delle detrazioni fiscali per le spese sanitarie, a fronte di un piccolo sacrificio dei più abbienti, recuperando le risorse per eliminare il superticket, rappresenta una soluzione coraggiosa che dovrebbe incontrare il favore di tutte le forze politiche alla fine di questa legislatura».