Inghilterra: come mandare all’aria deci anni di progressi sulle diseguaglianze di salute

L’allarme

Inghilterra: come mandare all’aria deci anni di progressi sulle diseguaglianze di salute

La strategia 1997-2010 per ridurre il gap nell’aspettativa di vita tra la popolazione delle aree più svantaggiate e il resto del Paese aveva funzionato. Ora, con le politiche di tagli e austerity, si rischia di tornare al punto di partenza. Uno studio sul Bmj avverte del pericolo
redazione

I buoni propositi della politica trasformati in risultati concreti. Non è una cosa che capita spesso. È successo in Inghilterra: la strategia per ridurre le disuguaglianze di salute nella popolazione adottata dal governo britannico a più riprese tra il 1997 e il 2010 ha dato risultati tangibili. Ora però, in epoca di tagli e austerity, si rischia di tornare al punto di partenza. L’allarme è lanciato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Liverpool che sulle pagine del British Medical Journal ha valutato le differenze nella salute tra persone appartenenti a classi socio-economiche diverse durante tre periodi: prima, durante e dopo quello che è stato uno dei più ambiziosi programmi mai realizzati per ridurre le “health inequalities”.

Si tratta del primo studio che analizza l’impatto delle scelte governative, abbandonate nel 2010, sulla salute della popolazione mettendo a confronto il prima, il durante e il dopo. 

Gli scienziati di Liverpool hanno confrontato l’aspettativa di vita di uomini e donne residenti nelle cinque regioni più povere del Paese con quella del resto della popolazione nei tre periodi cruciali per l’indagine: prima (1983-2003), durante (2004-12) e dopo (2013-15) la strategia in questione. 

Nel primo periodo, quello precedente al piano contro le diseguaglianze, il divario tra “ricchi”e “poveri” aumentava al tasso di 0,57 mesi all’anno per gli uomini e 0,30 mesi per le donne. Durante gli anni degli interventi governativi il trend si è capovolto e la differenza nell’aspettativa di vita si è ridotta di 0,91 mesi all’anno per gli uomini e di 0,50 mesi all’anno per le donne. Nel terzo periodo, conclusa l’iniziativa, il divario è aumentato nuovamente a un tasso di 0,68 mesi all’anno per gli uomini e 0,31 per le donne. 

Ma l’esempio più efficace per dimostrare la riuscita della strategia adottata tra il 1997 e il 2010 è forse un altro: nel 2012 il divario nell’aspettativa di vita tra le due classi socio-economiche prese in esame si era ridotto di 1 anno e 2 mesi per gli uomini e 7 mesi per le donne rispetto a ciò che sarebbe accaduto senza l’intervento della politica.

Il programma di aiuto alle popolazioni svantaggiate aveva un obiettivo ambizioso: ridurre di almeno il 10 per cento le diseguaglianze nell’aspettativa di vita tra gli abitanti delle zone più povere e il resto della popolazione. Il piano prevedeva quattro tipi di misure: sostegno alle famiglie, coinvolgimento della popolazione, aumento della prevenzione e dell’assistenza, e interventi sui determinanti sociali della salute, ossia i fattori socio-economici che incidono sulle condizioni fisiche delle persone. 

I ricercatori concludono affermando che «la strategia 1997-2010 può «può aver ridotte le disuguaglianze di salute nell'aspettativa di vita.  Gli approcci futuri dovrebbero imparare da questa esperienza. Rimane la preoccupazione che le politiche attuali stiano invertendo i risultati della strategia».

Per ricevere gratuitamente notizie su questo argomento inserisci il tuo indirizzo email nel box e iscriviti: