Il ministro Lorenzin: «Chi ruba in sanità ha due colpe: ruba allo Stato e danneggia i malati»

Giornata nazionale contro la corruzione

Il ministro Lorenzin: «Chi ruba in sanità ha due colpe: ruba allo Stato e danneggia i malati»

redazione

 «Trasparenza, legalità, contrasto della corruzione devono costituire obiettivi precisi per tutti gli attori del Servizio sanitario nazionale». Lo ricorda il ministro della Salute Beatrice Lorenzin in occasione della presentazione del rapporto “Curiamo la corruzione” nell’ambito della 1° Giornata nazionale contro la corruzione in sanità, da cui è emerso che in una azienda sanitaria su tre si sono verificati episodi di corruzione negli ultimi cinque anni.

Il settore degli appalti e quello delle assunzioni di personale sono i più a rischio. Un problema di cui il ministro Lorenzin è perfettamente consapevole, come dichiara in un comunicato: «Il tema della corruzione in sanità lo abbiamo aggredito fin dall’inizio del mio mandato, e abbiamo promosso e attuato ogni iniziativa per combattere contro criminali che, come ripeto sempre, quando rubano in sanità commettono un reato ancora più grave perché i loro atti finiscono con l’incidere in modo diretto sulla qualità di assistenza e cura delle persone più fragili. Rubano allo Stato e il loro atto diventa ancora più odioso perché commesso in danno dei malati». 

Ma le cose, secondo il ministro, possono e devono cambiare. E nella nota spiega in sintesi il suo piano d’azione: 

«Con l’Autorità Anticorruzione, con l’ausilio di Agenas, abbiamo recentemente lavorato per varare la nuova Sezione del Piano Nazionale Anticorruzione dedicata alla sanità. Fra qualche giorno io e il presidente Cantone sottoscriveremo un apposito Protocollo per attuare controlli congiunti per garantire la piena e puntuale attuazione del citato Piano».

E prosegue: «Grazie al vigente Patto per la salute e al programma di revisione della spesa, riusciremo ad avere nuovi strumenti contro la corruzione e recuperare ampi spazi di efficienza e di razionalizzazione dell’offerta».

I dati della recente indagine sulla corruzione non sono affatto rassicuranti e non devono aver fatto piacere al ministro, ma sono indispensabili per conoscere e contrastare il fenomeno. 

«Sono convinta che il grande strumento contro la corruzione - prosegue Betarice Lorenzin -  sia la circolazione, la condivisione e dunque la trasparenza dei dati. Per questo nel Patto per la salute 2014-2016 sono stati previsti non soltanto il rafforzamento dei controlli nelle aziende sanitarie, ma anche un Patto per la sanità digitale e un piano di evoluzione dei flussi informativi del Nuovo sistema informatico sanitario.

Nella Legge di stabilità 2016 è stato introdotto l’obbligo per tutte le aziende sanitarie di effettuare acquisti in modo accentrato, tramite CONSIP o tramite le centrali uniche regionali». Lo stesso livello di trasparenza deve riguardare le modalità di assunzione del personale e dei dirigenti.

«Su mia proposta, il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame preliminare un decreto legislativo in materia di conferimento degli incarichi di direttore generale nelle Aziende sanitarie.Nello specifico il decreto istituisce presso il Ministero della salute un elenco nazionale di aspiranti direttori generali, cui si accede tramite selezione sulla base di criteri meritocratici».

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