I pazienti preferiscono i medici più anziani: sono più attenti al rapporto col paziente

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I pazienti preferiscono i medici più anziani: sono più attenti al rapporto col paziente

L’indagine negli USA: i dottori giovani ricevono un maggior numero di reclami
redazione

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Per i ricercatori, i medici alle prime armi devono ancora prendere confidenza con i vari aspetti del loro lavoro e probabilmente dedicano maggiore attenzione alle nuove tecnologie che hanno imparato a usare da poco che ai bisogni dei pazienti

Un’attesa troppo lunga prima della visita, un modo di fare freddo e sbrigativo, una terapia inefficace. I motivi di insoddisfazione dei pazienti nei confronti del medico posso essere vari, ma la maggior parte rientra in queste tre categorie. 

Alla Vanderbilt University School of Medicine di Nashville hanno la buona abitudine di raccogliere in un database tutti i reclami rivolti ai camici bianchi che lavorano nella loro o in altre strutture della zona. E lo fanno perché sono convinti che le critiche possano servire a migliorare i servizi.

Ma da quell’archivio possono venie fuori altri dati interessanti. Per esempio si è scoperto che i medici più anziani ricevono meno lamentele di quelli più giovani. L’indagine pubblicata su Jama Ophthalmology riguarda gli oculisti, non sappiamo se lo stesso possa valere per altre specializzazioni. 

Nel caso degli oftalmologi questo è quello che succede: aumenta l’età del dottore, si riducono i reclami. L’inaspettato risultato è arrivato dopo aver analizzato il giudizio dei pazienti su 1.342 dottori provenienti da 20 strutture sanitarie diverse tra il 2002 e il 2015. I medici appena usciti dalla specializzazione non fanno in tempo a indossare il camice che già arriva la prima protesta. La prima che non sarà l’ultima. Le probabilità di venire accusati di qualche negligenza da parte dei pazienti sono maggiori per i giovani che per i meno giovani. 

Gli oftalmologi coinvolti nello studio avevano un’età media di 47 anni con un 9 per cento dei dottori di 70 anni o più. Nel periodo preso in esame il 42 per cento dei medici ha ricevuto almeno un reclamo. A sorpresa i giudizi negativi hanno risparmiato gli ultra settantenni che registravano il minor numero di lamentele. Inoltre per i medici agé l’intervallo di tempo tra un reclamo e l’altro era più lungo di quello registrato tra i giovani dottori. 

Per i ricercatori c’è un’unica possibile spiegazione a questo strano fenomeno: i medici alle prime armi devono ancora prendere confidenza con i vari aspetti del loro lavoro e probabilmente dedicano maggiore attenzione alle nuove tecnologie che hanno imparato a usare da poco che ai bisogni dei pazienti. 

Ma i giovani medici non hanno tutte le colpe. Spesso, scrivono i ricercatori, lavorano in condizioni precarie, senza l’aiuto del personale infermieristico, e hanno turni di lavoro stancanti. Inoltre i casi più difficili sono quasi sempre affidati a loro. A metà carriera poi il numero di pazienti seguiti aumenta vertiginosamente. E così arrivano le proteste per le visite troppo brevi, per la mancata reperibilità del medico e per cure di qualità scadente. 

L’indagine dei ricercatori della Vanderbilt University si conclude con una constatazione: proprio perché i medici con i capelli bianchi sono benvoluti dai pazienti, quando il numero delle lamentele aumenta c’è da preoccuparsene. Quei reclami potrebbero dipendere da defiance ficische o mentali dovute all’età.