Adolescenti e fumo. Aumenta l’offerta crescono i consumi

Oltre le sigarette

Adolescenti e fumo. Aumenta l’offerta crescono i consumi

teen smoking.jpg

Nel 2018 il consumo di nicotina tra sigarette ed e-cig raggiunge il 41,1% tra gli studenti, ma aggiungendo anche le altre formulazioni disponibili (tabacco da sniffo o fiuto, pipa ad acqua e sigarette senza combustione) si arriva a quota 47,3%.
di redazione

La vecchia sigaretta perde appeal tra gli adolescenti italiani, sostituita spesso dalla sigaretta elettronica ma non di rado anche da altri prodotti (tabacco da sniffo o fiuto, pipa ad acqua e sigarette senza combustione). È il trend fotografato da ESPAD Italia, la ricerca sui comportamenti d’uso di alcol, tabacco e sostanze illegali nella popolazione studentesca italiana condotta dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche. 

Scende la sigaretta

A provare il fumo di sigaretta almeno una volta nella vita sono stati, nel 2018, il 56,9% degli studenti, circa un milione e mezzo, con un andamento in calo costante dal 2000, quando rappresentavano il 67,5%. 

Considerando il fumo di almeno una sigaretta al giorno, circa 600 mila studenti hanno fumato nel 2018, pari al 21,7% degli intervistati, il valore più basso rilevato nel periodo 2004-2018. Per quel che riguarda i generi, l’abitudine al fumo risulta più frequente tra i maschi, dopo che per un periodo, fino al 2008, erano state le femmine a detenere il primato. 

Tra i dati positivi vi è l’aumento delle difficoltà a reperire le sigarette per i minori: nel corso degli anni si è infatti abbassata considerevolmente la percentuale degli studenti italiani che riferisce come “molto facile” il reperimento di sigarette, dall’83,3% nel 1999 al 46,3% nel 2017. «Tale diminuzione potrebbe rappresentare un effetto delle restrizioni normativo-culturali in merito al fumo, anche se in modo speculare cresce la valutazione di “abbastanza facile”, dal 10% (2002-2004) al 23% (2016-2017)», dice Sabrina Molinaro, ricercatrice Cnr-Ifc e responsabile dello studio. 

Lo studio ESPAD conferma che l’adolescenza è il momento cruciale per l’iniziazione al consumo di nicotina: la maggior parte prova la sigaretta tra i 14 e i 15 anni, anche se 100 mila studenti l’hanno provata addirittura prima dei 12 anni. Sebbene quest’ultimo rappresenti un numero ancora altissimo è il minimo storico (il 6,8% del campione contro il massimo di 11,5% toccato nel 2003).

Sale l’e-cig

Se il consumo di sigarette mostra un trend in continua discesa, contestualmente cresce però in maniera costante la quota di quanti riferiscono di aver provato la sigaretta elettronica (e-cig) almeno una volta nella vita: dal 33% nel 2013 (primo anno di rilevamento) al 37,9% nel 2018, corrispondente a circa un milione di studenti, con prevalenze che sono maggiori nei maschi rispetto alle loro coetanee e che aumentano con l’età.

«Il boom delle sigarette elettroniche in Italia si è registrato nel 2012, e dal 2013 rileviamo il dato di consumo nella popolazione studentesca», spiega Molinaro. «Possiamo affermare che, nonostante il consumo di tabacco in forma di sigarette sia in costante diminuzione, non lo è affatto il consumo di nicotina». 

Tanto che, prendendo in considerazione il consumo di nicotina, cioè gli studenti che riferiscono di aver fumato sigarette nell’ultimo anno e/o e-cig con nicotina nella vita, la prevalenza torna a salire e raggiunge livelli precedenti a quelli del 2010, anno in cui le e-cig hanno fatto la loro comparsa sul mercato italiano, con un picco pari al 46,2% nel 2015.

Nel 2018 il consumo di nicotina tra sigarette ed e-cig raggiunge il 41,1% tra gli studenti, ma aggiungendo anche le altre formulazioni disponibili (tabacco da sniffo o fiuto, pipa ad acqua e sigarette senza combustione) si arriva a quota 47,3%, pari a 1 milione e 220 mila studenti.  

Il reperimento dell’e-cig risulta facile per circa la metà degli studenti. Relativamente alle motivazioni, il 76,1% dei fumatori di sigaretta elettronica ha riferito di averla provata la prima volta per curiosità, il 15,7% perché offerta da amici e l’8,3% per smettere di fumare. Il 10%, quasi 100.000 studenti, ha utilizzato ricariche contenenti nicotina mentre il 51,7% non ne conosceva il contenuto.

Considerando l’età di primo uso per la sigaretta elettronica, le percentuali aumentano con l’età, ma si registra un calo importante (dal 68,9% nel 2013 al 44,2% nel 2018) per la percentuale degli studenti che hanno iniziato a 16 anni o oltre. 

Preoccupa l’aumento di quanti hanno cominciato a 13 anni, passati dall’1,6% al 9,0%. Nel 2018, inoltre, quasi 20.000 studenti, l’1,6%, hanno provato prima dei 12 anni.

Sono infine 650 mila gli studenti che hanno riferito una duplice abitudine al fumo (sigarette ed e-cig). 

Gli altri

Sigaretta e sigaretta elettronica però non sono le uniche forme di consumo di tabacco e derivati. La ricerca ha rilevatore il 5,6% dei ragazzi fa uso di pipa ad acqua (shisha), il 3,3 di tabacco da sniffo o da fiuto, il 5% di sigarette senza combustione, le cosiddette Heat Not Burn. 

«Nonostante il calo delle prevalenze relative alle sigarette, i dati ESPAD Italia mostrano che all’aumentare del ventaglio di offerte, dalle e-cig alle sigarette senza combustione, i consumi tornano a crescere, attraendo un target più ampio e variegato», conclude Molinaro. «Occorre prestare particolare attenzione dal momento che l’ampliamento dell’offerta è sempre collegato a un aumento delle prevalenze, inoltre tra gli studenti fumatori dati preoccupanti riguardano un’ampia quota di minori, oltre 500 mila, e suggeriscono la necessità di monitorare i consumi e di rafforzare progetti di prevenzione dedicati ai più giovani sull’accostamento precoce e sull’uso, per limitare casi di dipendenza nelle fasce di età più adulte. Stando ai dati dell’Organizzazione mondiale della sanità il tabacco è usato da oltre un miliardo di persone, collocandosi al secondo posto tra le cause di morte, con quasi 6 milioni di decessi diretti o indiretti l'anno, e primo tra le cause di morte evitabili».