Adolescenti sedentari in tutto il mondo. Femmine peggio dei maschi

L’allarme dell’Oms

Adolescenti sedentari in tutto il mondo. Femmine peggio dei maschi

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A detenere il record degli “sdraiati” maschi sono le Filppine dove il 93% dei ragazzi non svolge sufficiente attività fisica. Il primato della sedentarietà femminile va invece alla Corea del Sud dove il 97% delle studentesse non muove un dito.
di redazione

Tutto il mondo è paese. Negli Stati Uniti come nello Zambia, nelle Filippine come in Irlanda, se cercate un adolescente molto probabilmente lo troverete seduto su una poltrona, adagiato comodamente su un divano o a cavallo di un motorino: insomma, in posti diversi ma comunque fermo. Il fenomeno degli “sdraiati”, ma anche delle sdraiate, visto che le ragazze sono ancora meno attive dei coetanei maschi, è globale. Secondo un’indagine condotta dai ricercatori dell’Oms e appena pubblicata su The Lancet Child & Adolescent Health il 78 per cento dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni nel mondo e l’85 per cento delle ragazze non rispetta le linee guida che invitano a svolgere almeno un’ora di attività fisica al giorno. 

Lo studio condotto tra il 2001 e il 2016 ha coinvolto 1,6 milioni di teenager di 146 Paesi del mondo. I risultati sono preoccupanti, considerando anche il fatto che per “attività fisica” non si intende solamente lo sport, ma qualunque tipo di movimento, dal gioco, alle faccende domestiche, alle passeggiate, alle uscite in bici ecc…

Ebbene, nel complesso l’80 per cento degli adolescenti non fa nulla di tutto ciò quasi mai. E le femmine sono ancora più sedentarie dei maschi. In Paesi come Stati Uniti e Irlanda la differenza nelle percentuale di inattività tra i sessi supera i 15 punti percentuali. 

A livello globale si è registrato un leggero calo della sedentarietà tra i maschi (dall’80 al 78 per cento) mentre non è accaduto lo stesso tra le femmine.  Bangladesh e Tailandia sono i Paesi con i cambiamenti più significativi: i ragazzi pigri sono passati rispettivamente dal 73 per cento al 63 per cento e dal 78 per cento al 68 per cento. Anche i ragazzi degli Stati Uniti hanno fatto progressi (i sedentari sono passati dal 71% al 64%). 

Ma le adolescenti che hanno cambiato abitudini restano una minoranza. A Singapore, il Paese con il risultato migliore, negli ultimi 15 anni si è riusciti a smuovere solo il 2 per cento in più di ragazze (le sedentarie sono passate dall’85% all’83%). 

A detenere il record degli “sdraiati” maschi sono le Filppine dove il 93 per cento dei ragazzi non svolge sufficiente attività fisica. Il primato della sedentarietà femminile va invece alla Corea del Sud dove il 97 per cento delle studentesse non muove un dito. 

Al contrario, il Paese con gli adolescenti (maschi e femmine) più attivi è il Bangladesh  che registra percentuali di inattività più accettabili (63% dei maschi e 72% delle femmine). Ma si tratta di una rarità nel panorama globale. Gli autori fanno notare che se questa tendenza dovesse proseguire, non sarebbe possibile neanche avvicinarsi al traguardo fissato per il 2030 di mantenere globalmente la percentuale di ragazzi inattivi al di sotto del 70 per cento. 

«La tendenza delle ragazze a essere meno attiva rispetto ai ragazzi è preoccupante.  Sono necessarie maggiori interventi per soddisfare le esigenze e gli interessi delle ragazze e per attrarre e sostenere la loro partecipazione all'attività fisica nel corso dell'adolescenza e dell'età adulta. Per incrementare l'attività fisica tra i giovani, i governi devono identificare e affrontare le molte cause e disuguaglianze sociali, economiche, culturali, tecnologiche e ambientali, che possono alimentare le differenze tra maschi e femmine», hanno dichiarato gli autori del rapporto. 

Non c’è bisogno di ricordarlo: la sedentarietà è uno dei fattori di rischio per molte malattie e gli adolescenti che si muovono poco o niente mettono a rischio la salute di oggi e di domani.