L’Africa è polio-free. Restano solo Afghanistan e Pakistan per debellare la malattia

Il traguardo

L’Africa è polio-free. Restano solo Afghanistan e Pakistan per debellare la malattia

Nessun caso negli ultimi 4 anni. E l’Africa è dichiarata “libera dalla polio”. Ora l’eradicazione globale, come accaduto 40 anni fa per il vaiolo, sembra più vicina. Restano i casi endemici di Afghanistan e Pakistan e i casi derivati da vaccino. Fondamentale mantenere alta la copertura vaccinale

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Immagine: Julien Harneis / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)
di redazione

Quattro anni senza nessun caso di polio. È lo storico traguardo che ha permesso all’Organizzazione Mondiale della Sanità di dichiarare l’Africa “polio-free”.  Così l’obiettivo di eradicare definitivamente una seconda malattia dal mondo dopo il vaiolo, uscito di scena 40 anni fa, si avvicina sempre più: la polio resta in forma endemica solo in Pakistan (58 casi) e in Afghanistan (29 casi).

Il 90 per cento della popolazione mondiale non corre il rischio di infezioni da poliovirus selvaggio. 

«La fine del virus della poliomielite selvaggia in Africa è una delle più grandi conquiste della salute pubblica del nostro tempo e offre a tutti una potente ispirazione per portare a termine il lavoro di eradicazione della polio a livello globale», ha dichiarato Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms. 

La certificazione ufficiale, che può arrivare solo dopo tre anni senza casi, è stata assegnata dall'Africa Regional Certification Commission (ARCC), l'organismo dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) incaricato di monitorare la diffusione della polio in Africa. Rimasto in vigile attesa per quattro anni, dopo un caso di infezione da poliovirus selvaggio segnalato in Nigeria nel 24 luglio del 2016, lo scorso giugno l’ARCC ha riconosciuto il caso nigeriano come l’ultimo di tutta l’Africa. 

Va specificato che il virus di cui l’Africa si è liberata è quello definito “selvaggio”, prodotto per vie naturali. In 16 Paesi africani continuano però a verificarsi casi, rari, di poliomielite “derivata dal vaccino” che è una conseguenza di una copertura vaccinale bassa. 

Un lungo percorso

Nel 1996 nel continente africano la poliomielite, malattia virale che colpisce il midollo spinale, provocava la paralisi irreversibile di 175mila bambini all’anno. Allora aveva appena cominciato a muovere i primi passi la Global Polio Eradication Initiative (GPEI) un’articolata collaborazione tra istituzioni pubbliche e private  a cui partecipano l'OMS, il Rotary International, i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), l’UNICEF, la Bill & Melinda Gates Foundation e la GAVI alliance. Il suo obiettivo era quello di eradicare la polio dal mondo e grazie alle campagne vaccinali promosse negli ultimi trent’anni il traguardo è sempre più vicino. 

In trent’anni i casi di poliomielite sono stati ridotti del 99,9 per cento, passando dai circa 350mila casi stimati in oltre 125 paesi endemici nel 1988, ai 175 casi segnalati nel 2019. Dal 1996 i 9 miliardi di vaccini distribuiti in Africa hanno evitato la paralisi a 1,8 milioni di bambini e hanno salvato circa 180mila vite. Oggi il 95 per cento della popolazione africana è immunizzata. 

«Questo è un traguardo storico reso possibile dall'impegno di governi, comunità, partner globali per l'eradicazione della polio e filantropi. Tuttavia, dobbiamo rimanere vigili e mantenere alti i tassi di vaccinazione per evitare una recrudescenza del poliovirus selvaggio e affrontare la continua minaccia della poliomielite derivata dal vaccino» ha dichiarato Matshidiso Moeti, Regional Director for Africa dell’Oms.

La battuta d’arresto 

Il percorso di liberazione dalla polio in Africa ha sunbto una battuta d’arresto per il “caso Nigeria”. Nel 2003 il Paese aveva infatti boicottato il vaccino perché erano circolate voci sulla sua sicurezza. La scelta scatenò un’epidemia che si è diffusa in 20 paesi in cinque anni. La situazione è tornata sotto controllo solo nel 2016 quando sono stati segnalati gli ultimi quattro casi di poliovirus selvaggio.

I poliovirus selvaggi

«La poliomielite è una malattia virale che si trasmette da persona a persona, principalmente per via fecale-orale o, meno frequentemente, attraverso acqua o cibo contaminati, e si moltiplica all'interno dell’intestino», spiega la nota dell’Oms.

In natura esistono tre ceppi di poliovirus: il poliovirus selvaggio di tipo 1 (WPV1), il poliovirus selvaggio di tipo 2 (WPV2) e il poliovirus selvaggio di tipo 3 (WPV3). Tutti e tre i ceppi provocano una paralisi irreversibile o addirittura la morte, ma ci sono differenze genetiche e virologiche che rendono impossibile sconfiggerli con un’unica arma. Servono vaccini diversi. I poliovirus di tipo 2 e 3 sono stati eradicati, mentre resta in circolazione il tipo 1 in Afghanistan e in Pakistan. 

I casi di polio vaccino-derivata

Sebbene raramente, possono verificarsi casi di poliovirus derivati dal vaccino. Accade quando il virus vivo attenuato presente nel vaccino antipolio orale circola all’interno di popolazioni sottoimmunizzate e, nel tempo, subisce mutazioni che possono portare a una forma particolarmente pericolosa, capace di provocare la paralisi chiamata cVDPV (circulating vaccine-derived poliovirus). 

Se il tasso di copertura vaccinale è adeguato, la popolazione è protetta sia dal virus selvaggio che dai poliovirus circolanti derivati dal vaccino.

I bambini nei paesi in via di sviluppo ricevono due dosi di vaccino: il vaccino orale, che viene somministrato in gocce, e un’iniezione con un virus completamente inattivato. I bambini nei paesi sviluppati ricevono solo l'iniezione, ma hanno bisogno di quattro dosi per essere completamente protetti.

I 16 paesi in Africa attualmente colpiti da epidemie di poliovirus derivati sono Angola, Benin, Burkina Faso, Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Costa d'Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Guinea, Ghana, Mali , Niger, Nigeria, Togo e Zambia.

«I poliovirus circolanti derivati da vaccini in passato sono stati rapidamente fermati con 2-3 cicli di campagne di immunizzazione di alta qualità. La soluzione è la stessa per tutti i focolai di poliomielite: immunizzare ogni bambino più volte con il vaccino orale per fermare la trasmissione della polio, indipendentemente dall'origine del virus», ha detto l'OMS.