Aiuto, gli antivaccinisti stanno vincendo

L'allarme

Aiuto, gli antivaccinisti stanno vincendo

I tassi di vaccinazione di alcune malattie, come il morbillo, stanno scendendo pericolosamente in molti Paesi. Il 2017 potrebbe essere un anno critico, anche per colpa di TrumpI tassi di vaccinazione di
Paolo Gangemi

I movimenti antivaccinisti stanno vincendo. Nonostante il lodevole impegno della comunità medico-scientifica, le percentuali di vaccinati stanno diminuendo in molti Paesi, in alcuni casi a livelli allarmanti. Negli Stati Uniti, il 2017 potrebbe essere l’anno della svolta (in negativo).

È la fosca previsione di un editoriale del New York Times firmato da Peter Hotez, pediatra al Baylor College of Medicine di Houston e direttore del Centro per lo sviluppo dei vaccini al Texas Children’s Hospital.

A preoccupare Hotez è in particolare il morbillo, che ogni anno uccide circa 100.000 bambini in tutto il mondo, e che sta diventando la malattia-simbolo dello scontro fra medici e antivaccinisti: in molti Paesi industrializzati – e segnatamente negli Stati Uniti – la percentuale di vaccinati sta calando e c’è il serio pericolo di una recrudescenza. Anche perché la legge americana consente ai genitori che non vogliono vaccinare i figli una comoda scappatoia: l’esenzione «per motivi di coscienza».

Solo in Texas, secondo il Dipartimento della salute statale, sono quasi 45.000 i bambini iscritti nelle scuole che non sono stati vaccinati contro il morbillo per motivi di coscienza (senza contare cioè quelli non vaccinati per fondate ragioni mediche, come quelli nati con immunodeficienze): quasi il doppio rispetto al 2010 e quasi venti volte rispetto al 2003. In alcune scuole private addirittura più di un terzo dei bambini non sono vaccinati.

Il quadro è allarmante perché il morbillo è una delle malattie infettive più contagiose: se un malato di influenza può contagiare altre quattro persone, uno con il morbillo può arrivare a contagiarne anche 18. Perciò, quando in una comunità il tasso di vaccinazione scende al di sotto del 90-95%, si rischiano grossi focolai epidemici, come quello che negli anni Cinquanta ha colpito 4 milioni di americani – più degli abitanti della Toscana – uccidendone 450, bambini e non solo.

La situazione potrebbe precipitare quest’anno perché rischia di riguadagnare popolarità la clamorosa bufala del legame fra vaccini e autismo, completamente smentita dalla scienza (l’articolo che pretendeva di dimostrarla, riconosciuto fraudolento, è stato ritirato dalla rivista Lancet; il suo autore, l’inglese Andrew Wakefield, è stato radiato dall’ordine dei medici britannico). La colpa in questo caso (c’è bisogno di dirlo?) è del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, pericolosamente vicino, almeno a momenti, alle posizioni più antiscientifiche e antivacciniste: è rimasto famoso un suo tweet in campagna elettorale, in cui parlava di «molti casi» di bambini sani che «vengono pompati con dosi massicce di vaccini» e sviluppano l’autismo. Dopo l’insediamento alla Casa Bianca Trump non ha ripetuto affermazioni del genere, ma sta valutando l’idea di creare una commissione presidenziale incaricata di indagare sull’autismo, e avrebbe contattato a questo proposito Robert Kennedy Jr., convinto della responsabilità dei vaccini. Anche se alla fine l’amministrazione Trump non dovesse farne niente, il danno in termini di percezione pubblica è già enorme.

Secondo Hotez le epidemie di morbillo saranno solo il primo colpo di un fenomeno più generale che potrebbe «ribaltare un andamento di costanti miglioramenti in termini di salute pubblica che dura da diversi decenni». Non solo. Continuando a propagandare la bufala di Wakefield non si rischia solo un’epidemia di morbillo: come padre di una figlia autistica, Hotez teme un’insufficiente determinazione nella ricerca delle vere cause dell’autismo.

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