America sedentaria. Livelli di attività fisica mai così in basso

Così non va

America sedentaria. Livelli di attività fisica mai così in basso

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Negli ultimi anni l’epidemia di pigrizia non ha risparmiato nessuno. Nel 2007 gli adolescenti passavano seduti 7 ore al giorno, nel 2016 più di 8. Nello stesso periodo gli adulti hanno aumentato la permanenza sulla sedia da 5 ore al giorno a 6,5. 
di redazione

Muoversi, muoversi e ancora muoversi. È stato detto e ridetto, ma sono rimaste parole al vento. Bisogna prenderne atto: la strategia preventiva più condivisa dai medici di tutte le specializzazioni, capace di allontanare il rischio di diabete, obesità, malattie cardiovascolari e cancro, viene sempre più spudoratamente ignorata. Da tutti, a qualunque età. È l’amara conclusione a cui è giunto uno studio publicato sul Journal of the American Medical Association che ha raccolto dati sulle abitudini di 51mila persone ricavati da una indagine chiamata National Health and Nutrition Examination Survey condotta negli Usa tra il 2001 e il 2016.  I ricercatori della Washington University di St. Louis ci tengono a sottolineare che il campione esaminato è rappresentativo dell’intera popolazione americana in tutta la sua varietà, sia generazionale che etnica. 

L’attività fisica fa bene alla salute. Il messaggio viene periodicamente lanciato forte e chiaro dagli esperti di salute pubblica, ma la maggior parte della popolazione resta incollata ore e ore davanti a uno schermo tenacemente ancorata a poltrone, sedie e divani.

E negli ultimi anni l’epidemia di pigrizia non ha risparmiato nessuno. Nel 2007 gli adolescenti passavano seduti 7 ore al giorno, nel 2016 hanno superato le 8 ore di sedentarietà quotidiana. Nello stesso periodo di tempo anche gli adulti hanno aumentato la permanenza sulla sedia,  passando da 5 ore al giorno a 6,5. 

Oggi la maggior parte degli americani passa almeno due ore al giorno davanti a uno schermo. Lo fa il 62 per cento dei bambini tra i 5 e gli 11 anni, il 59 per cento degli adolescenti tra i 12 e i 19 anni, il 65 per cento degli adulti tra i 20 e i 64 anni. Cambia solo il tipo di schermo utilizzato. I più giovani scelgono tablet, smartphone e computer. Gli over 65 restano affezionati alla televisione che nell’84 per cento dei casi li intrattiene per più di due ore al giorno. 

Un discreto numero di persone prolunga la permanenza davanti a uno schermo oltre la media. In generale, in tutti i gruppi di età, dal 28 al 38 per cento dei partecipanti passa tre ore al giorno guardando programmi televisivi o video, dal 13 al 23 per cento supera le 4 ore. 

Dallo studio è emerso che i maschi sono più sedentari delle femmine e che, come era prevedibile, le persone obese e fisicamente inattive passano più tempo davanti a uno schermo delle altre. 

«In quasi nessuno dei gruppi analizzati abbiamo trovato numeri che vanno nella giusta direzione. È necessario aumentare la consapevolezza su questo problema a vari livelli, dagli individui, alle famiglie, alla scuola, agli impiegati, ai funzionari pubblici», ha dichiarato Yin Cao, epidemiologo della Washington University di St. Louis tra gli autori dello studio. 

Molto è cambiato da quando i computer sono entrati nell’uso quotidiano. Oramai più della metà della popolazione di qualunque età si intrattiene con un computer nel tempo libero per più di un’ora al giorno, fuori dall’ufficio o dalla scuola. E più di un quarto della popolazione supera le 3 ore al giorno di utilizzo amatoriale. 

«Finora non avevamo dati certi che dimostrassero la quantità di tempo che la maggior parte degli americani trascorre seduta guardando la TV o svolgendo altre attività sedentarie. Ora che abbiamo a disposizione una base di riferimento a livello di popolazione e per fasce d'età diverse, possiamo esaminare le tendenze nel tempo e valutare l’efficacia di diversi interventi o iniziative di sanità pubblica nel ridurre il tempo trascorso seduto e nell’invogliare le persone a comportamenti più attivi», conclude Cao.