Anaao: Bene l’iniezione di risorse per il Servizio sanitario, ma bisogna superare le criticità

Decreto Rilancio

Anaao: Bene l’iniezione di risorse per il Servizio sanitario, ma bisogna superare le criticità

di redazione

Il decreto “Rilancio” prevede «una salutare ulteriore iniezione di risorse a favore del Ssn e della Dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e delle professioni sanitarie» e adesso «è fondamentale vigilare per la sua conversione in legge e lavorare per superare le criticità ancora persistenti»

È questo il primo commento di Carlo Palermo, segretario nazionale dell'Anaao-Assomed, il principale sindacato della dirigenza del Servizio sanitario nazionale.

La legge di Bilancio 2020, il decreto fiscale e il “Milleproroghe” hanno dato altrettanti segnali tangibili, osserva Palermo, «dell’inversione di un decennale trend di sotto-finanziamento della sanità pubblica e di una scelta di fondo a favore di un sistema sanitario nazionale e pubblico», Adesso i decreti “Cura Italia” “Rilancio” «affrontano le criticità emerse dalla pandemia e in particolare la questione della grave carenza dei posti letto nell’area critica e del depauperamento di quel capitale umano che, in questi mesi difficilissimi di diffusione del Covid-19, ha continuato a garantire, mettendo a rischio la propria salute e perfino la vita, l’esigibilità del diritto alla salute dei cittadini a fronte del crollo delle barriere di contrasto territoriali».

Per superare le criticità a suo giudizio ancora esistenti, il sindacato, avanza alcune proposte di modifica al decreto: 3 mila nuove assunzioni di medici e 350 milioni per “coprire” l'aumento di 3.500 posti letto nelle Terapie intensive e la riconversione e riqualificazione tecnologica di 4.225 posti dell’area medica in letti di Terapia sub-intensiva; completa defiscalizzazione delle quote destinate alla premialità Covid-19; portare ad almeno 17 mila i contratti di formazione specialistica per il 2021 per risolvere il problema dell’imbuto formativo.

Dopo il decreto “Rilancio” «ulteriori passi in avanti potranno essere programmati e realizzati con le risorse derivanti da finanziamenti europei – auspica Palermo - come quelle derivanti dal Mes, auspicando che il Governo vi aderisca. La cosiddetta “White Economy” rappresenta il 10,7% del Pil con circa 2,5 milioni di addetti. Il finanziamento della sanità pubblica non rappresenta una spesa, ma un formidabile motore di sviluppo per il Paese».