Anche in Italia si può morire ancora di parto. 50 decessi ogni anno, la metà è prevenibile

Il dato

Anche in Italia si può morire ancora di parto. 50 decessi ogni anno, la metà è prevenibile

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Dal rapporto emerge che la mortalità è più alta tra le mamma più in là con gli anni, tra quelle che hanno un’istruzione pari o inferiore al diploma di scuola media inferiore e tra quelle con cittadinanza non italiana. 
di redazione

In Italia ogni anno quasi 50 mamme muoiono nelle ore e nei giorni immediatamente successivi al parto. Il dato, benché tragico, conferma che, con un tasso di mortalità di nove morti materne ogni 100 mila bambini nati vivi, l’Italia è uno dei Paesi più sicuri al mondo per dare alla luce un bambino. 

Tra le morti per cause ostetriche prevalgono le emorragie, i disordini ipertensivi della gravidanza e la tromboembolia, che coprono quasi il 70 per cento dei casi. Tra le morti materne dovute a cause non ostetriche le cause sono soprattutto le patologie cardiovascolari e la sepsi. Per quel che concerne le morti materne tardive, che avvengono tra 43 e 365 giorni dall’esito della gravidanza, il 42 per cento è dovuto a un tumore e il 16 per cento a cause violente, la gran parte delle quali (il 13%) a suicidi.

A fotografare il fenomeno della mortalità materna è il Primo Rapporto Nazionale dell’Italian Obstetric Surveillance System (ItOSS), coordinato dall’Istituto superiore di sanità.

«ItOSS ha stimato un Rapporto di Mortalità Materna (MMR) nelle Regioni partecipanti pari a 9 morti materne per 100.000 nati vivi, un dato positivo che pone il nostro Paese vicino ai risultati raggiunti dall’Olanda e da altri Paesi del Nord Europa che, dotati di un sistema avanzato di sorveglianza simile al nostro, registrano i tassi più bassi di mortalità materna, e in linea con Regno Unito e Francia che registrano un MMR di 10 morti ogni 100.000 nati vivi», dice Serena Donati, direttore del Reparto Salute della Donna e dell’Età Evolutiva dell’ISS e responsabile scientifico delle attività di sorveglianza ostetrica. «Inoltre, nei Paesi che, come l’Italia, conducono un’indagine approfondita su ciascun nuovo caso di morte materna e sulla qualità dell’assistenza offerta, si stima che il 40%-60% delle morti sia prevenibile. Anche in Italia il 45,5% dei decessi segnalati dalla sorveglianza attiva e sottoposti a revisione critica è stato giudicato evitabile con assistenza migliorabile».

Dal rapporto emerge che la mortalità è più alta tra le mamma più in là con gli anni, tra quelle che hanno un’istruzione pari o inferiore al diploma di scuola media inferiore e tra quelle con cittadinanza non italiana. 

Altro fattore determinante è risultato l’indice di massa corporea della donna: il 32,8% delle donne decedute sono obese. Nell’11,3% delle morti materne le donne avevano concepito mediante tecniche di procreazione medicalmente assistita. 

Infine, dato da non trascurare, tra il 2013 e il 2017 cinque mamme sono morte a causa delle complicanze dell’influenza: nonostante le raccomandazioni nazionali e internazionali, nessuna delle donne decedute era stata vaccinata contro l’influenza durante la gravidanza.