Ansia e depressione in aumento tra i giovani. Già a dieci anni

Congresso Sopsi

Ansia e depressione in aumento tra i giovani. Già a dieci anni

di redazione

I disturbi mentali sono in aumento: «Entro il 2020 il numero esploderà soprattutto per quelli di tipo depressivo e ansioso. Gli altri, quelli che sono più cronici, in qualche maniera sono abbastanza stabili. In particolare l’incremento si osserva nei giovani tra i 10 e i 24 anni e negli anziani, categorie sociali in cui ci possono essere importanti cambiamenti di vita». A lanciare l'avvertimento è Alberto Siracusano, presidente della Società italiana di psicopatologia, in apertura del Congresso nazionale della Sopsi, dedicato al “Progetto Promozione Salute Mentale 20.20. Psicopatologia: connessioni, culture, conflitti”. Obiettivo: esplorare i diversi modi in cui la psicopatologia e la psichiatria entrano nelle complessità e nelle difficoltà del vivere contemporaneo.

Al centro del congresso le disuguaglianze. «Quello delle disuguaglianze – sottolinea Siracusano – è un concetto fondamentale oggi perché significa una diversità ma non una diversità di differenza, bensì una diversità di mancanza di risorse. Tutte le mancanze di risorse, sia quelle economiche sia quelle valoriali, emotive o affettive incidono negativamente, permettendo che i disturbi mentali aumentino e crescano».

«Un ansiolitico naturale, privo di effetti collaterali»: così una fan gravemente malata definì tempo fa Carlo Verdone, che con questo ricordo ha aperto il proprio intervento durante la cerimonia di inaugurazione. «In fondo – ha detto tra l'altro - il mio lavoro in qualche modo potrebbe avere qualche parallelismo con quello che fanno psicanalisti e psichiatri».

E se per il sociologo Domenico De Masi «nel mondo mai società è stata più complessa, anche numericamente parlando, siamo 8 miliardi persone che vuol dire 8 miliardi di cervelli con tutto il carico di diversità e di nuove emergenze che ne conseguono», per il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della Caritas, «dobbiamo ricominciare a creare un mondo più solidale. Tutti dobbiamo fare la nostra parte, operatori sanitari, medici, infermieri, sacerdoti. Al centro di questo mondo deve tornare l’uomo».