Un’Arca di Noè per mettere in salvo il microbiota umano

La proposta

Un’Arca di Noè per mettere in salvo il microbiota umano

La salute dell’umanità è minacciata dalla perdita di biodiversità dei microbi benefici
redazione

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La perdita di diversità dei microrganismi che popolano il nostro corpo è una minaccia alla salute dell’umanità paragonabile a quella posta dai cambiamenti climatici. Ecco perché bisognerebbe costruire un deposito globale dei microbi benefici

Un’Arca di Noè carica di microrganismi potrebbe salvare l’umanità. Ne è convinto un gruppo di ricercatori guidato dalla New Rutgers University-New Brunswick che dalle pagine di Science lancia l’appello per la costruzione di un deposito mondiale del microbiota umano, un archivio vivente di quei miliardi di microbi che vivono all’interno del nostro organismo preservandone la salute. Qui verrebbero immagazzinati miliardi di miliardi di batteri benefici la cui biodiversità in molte parti del mondo è minacciata da una dieta scorretta e dall’abuso di antibiotici. 

A rifornire le preziose riserve di microbi sarebbero infatti quelle popolazioni ancora non compromesse dalle cattive abitudini delle società moderne. 

La raccolta dovrebbe avvenire, per esempio, tra le comunità dell’America latina e dell’Africa ancora in possesso di un microbiota ricco e diversificato preservato dai deleteri effetti dell’urbanizzazione.  

E non certo tra gli abitanti delle città che hanno perso una parte considerevole della diversità del microbiota: la flora batterica intestinale degli americani possiede la metà della diversità di quella delle popolazioni di cacciatori-raccoglitori che vivono nei villaggi dell’Amazzonia. 

L’idea di mettere in salvo le risorse del nostro Pianeta a beneficio dei posteri non è certo nuova. Noè ha fatto scuola. Ma non è al racconto biblico che si sono ispirati gli autori della proposta pubblicata su Science. 

Il progetto di un magazzino che custodisce il microbiota umano somiglia di più alla Svalbard Global Seed Vault, il più grande deposito di semi del mondo costruito per “resistere alla prova del tempo e alle sfide dei disastri naturali o provocati dall’uomo”. Situato sull’isola di Spitsbergen a 1.300 chilometri dal Polo Nord, il “caveau” preserva la biodiversità delle colture. 

I microrganismi benefici fondamentali per il nostro benessere, secondo i ricercatori, meriterebbero lo stesso livello di protezione perché la perdita della diversità del microbiota è una minaccia per la salute dell’umanità paragonabile a quella posta dai cambiamenti climatici. Obesità, asma, allergie, autismo sono i mali della modernità. Dall’inizio del XX secolo si è assistito a un aumento vertiginoso di questi disturbi prima nei Paesi industrializzati e più recentemente nei Paesi in via di sviluppo. 

E sono in molti a puntare il dito contro gli squilibri del microbiota nell’infanzia capaci di provocare disturbi del metabolismo durante l’età dello sviluppo. 

Da qui la proposta degli scienziati: mettere insieme le risorse economiche e l’impegno di molti Paesi per raccogliere e conservare i microbi in un deposito globale per preservare la salute dell’umanità. 

«Stiamo affrontando una crescente crisi globale per quanto riguardo la salute - ha dichiarato Maria Gloria Dominguez-Bello, principale autore della proposta - che richiede il nostro intervento per raccogliere e preservare la diversità del microbiota mentre ancora esiste. Questi microbi si sono co-evoluti con gli esseri umani lungo il corso di centinaia di migliaia di anni. Sono utili per la digestione del cibo, rafforzano il nostro sistema immunitario e ci proteggono contro i germi esterni. Nel corso di una manciata di generazioni abbiamo assistito a una perdita sbalorditiva della diversità microbica associata a un picco di disturbi immunitari e di altro tipo». 

Dominguez-Bello e i suoi colleghi sono convinti che grazie alla ricca riserva dei microbi custoditi in qualche luogo del mondo si potrà in futuro prevenire le malattie reintroducendo nell’organismo i microrganismi perduti.