Se aumenta il reddito diminuiscono i chili sulla bilancia

Girovita e portafogli

Se aumenta il reddito diminuiscono i chili sulla bilancia

È l'inaspettato legame scovato da un gruppo di ricercatori americani. Ma vale solo per le donne
redazione

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La prevalenza dell’obesità è inferiore nei gruppi con reddito superiore se si tratta di donne, ma non vale lo stesso per i maschi. 

L’impatto dei soldi sull’umore è noto a tutti: la ricchezza non dà la felicità. Meno conosciuto è l’effetto del denaro sul girovita. A cimentarsi nell’analisi di questa associazione è stato un gruppo di ricercatori americani guidati da Cynthia Ogden, esperta di statistica dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc). Lo studio è giunto alla seguente conclusione: quando gli stipendi aumentano le donne dimagriscono, mentre gli uomini no. Gli statistici lo direbbero in maniera diversa, ma il concetto resta lo stesso: la prevalenza dell’obesità è inferiore nei gruppi con reddito superiore se si tratta di donne, ma non vale lo stesso per i maschi. 

Non c’è da stupirsi che i ricercatori dei Cdc si interessino a scovare tutti i  possibili fenomeni legati all’obesità. Loro, che in prima persona raccolgono i dati sul sovrappeso negli Stati Uniti, sono anche i più allarmati dai risultati che si ritrovano tra le mani. Il rapporto più recente riporta numeri degni di un’epidemia: il 70 per cento della popolazione americana è in sovrappeso o obesa, lo è il 40 per cento degli adulti e il 20 per cento degli adolescenti. 

Di fronte a questo scenario i ricercatori dei Cdc non hanno scelta. Qualunque presunto legame con i chili di troppo merita di essere preso in considerazione. E da qui nasce l’indagine sull’associazione tra reddito e obesità che si è basata sui dati sulla salute della popolazione americana raccolti tra il 2011 e il 2014. Mettendo a confronto i chili sulla bilancia e i soldi in tasca è emerso il legame tra “ricchezza e magrezza” nelle donne.

In generale, nella fascia di reddito più alta, oltre gli 83mila dollari all’anno per una famiglia composta da quattro persone, la percentuale di obesi è del 31 per cento. Al di sotto di quella soglia economica il tasso di obesità sale al 40 per cento. Ma i dati statistici non sono uguali per maschi e femmine. Per le donne esiste una associazione inversa tra reddito e chili sulla bilancia: più si guadagna, meno si pesa. La tendenza emerge chiaramente osservando la percentuale di donne in sovrappeso nelle diverse fasce sociali. Il tasso di obesità è del 45 per cento al livello di povertà, scende al 43 per cento in corrispondenza di un reddito medio e si riduce drasticamente sotto il 30 per cento quando le entrate sono ancora più alte.  Non succede lo stesso per gli uomini che sembrano andare in controtendenza.

In America, infatti,  il tasso più alto di obesità maschile si riscontra nella fascia sociale a medio reddito (38,5%), mentre quello più basso si registra tra i più poveri, dove la percentuale di uomini in sovrappeso scende al 31,5 per cento. Gli stipendi sostanziosi dei maschi non sono associati a una riduzione del girovita e le statistiche dicono che nella fascia di reddito più alta la percentuale di uomini obesi è del 32,6 per cento. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista dei Cdc Morbidity and Mortality Weekly Report.