Le “bionde” tolgono 15 anni di vita ai maschi

Le “bionde” tolgono 15 anni di vita ai maschi

redazione

Uomini e donne non sono uguali nemmeno nel consumo di sigarette, tanto che all'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) scrivono che l'essere nato maschio è il principale elemento predittivo dell'uso di tabacco. Non a caso sono i maschi a pagare lo scotto della maggiore mortalità per malattie fumo correlate. Dei 7 milioni di persone che ogni anno perdono la vita per questa causa, un milione e mezzo sono donne. 

«I 170 Paesi che aderiscono al WHO Framework Convention in Tobacco Control evidenziano una disparità globale: gli uomini fumano in media 4,4 volte più delle donne in generale, in Europa due volte di più, 9,3 volte in più nelle regioni del Sud Est Asiatico e 11,4 volte in quelle dell'Est Pacifico, con un divario di ben 22 e 23 volte in Cina e India » ricorda il presidente della Società italiana di tabaccologia, Vincenzo Zagà, durante i lavori del Congresso nazionale Sitab in corso a Firenze.

Le differenze continuano quando si prendono in considerazione età e prodotti: i giovanissimi (13-15 anni) partono alla pari, senza differenze rilevanti in 87 studi analizzati tra il 2000 e il 2007. Ma mentre le donne smettono prima, gli uomini continuano a fumare. Il tabacco uccide il 50% dei suoi utilizzatori 15 anni prima. In Indonesia fuma il 62% degli uomini, dove fumare è considerato segnale di mascolinità e successo, contro l'1-3% delle donne. Nei Paesi occidentali il fumo è percepito dalle donne come simbolo di uguaglianza ed emancipazione con uno scotto molto alto e una impennata dei casi di tumore al polmone anche nel sesso femminile.

Come spiega Liana Fattore, Primo Ricercatore dell’Istituto di Neuroscienze del Cnr, differenze sono state riportate anche per gli effetti della nicotina sul cervello dove, per esempio, la risposta al fumo della dopamina, il neurotrasmettitore maggiormente responsabile degli effetti gratificanti della nicotina (e, di conseguenza, del tabagismo), avviene negli uomini in regioni cerebrali diverse e in tempi più rapidi che nella donna. La nicotina altera in maniera differente nei due sessi anche il microbioma intestinale, un ecosistema microbico costituito da migliaia di miliardi di microrganismi (la “flora intestinale”), il quale influenza il sistema immunitario e le funzioni cerebrali e che si sospetta possa avere un ruolo nell’insorgenza di malattie neurodegenerative e di disturbi mentali.