Il calo è finito: gli italiani ricominciano a fumare

Il report

Il calo è finito: gli italiani ricominciano a fumare

Il numero di fumatori è fermo dal 2007. Anzi c’è un lieve aumento negli uomini. Preoccupano i giovan
redazione

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I ragazzi tra i 14 e i 17 anni accendono la prima sigaretta alle scuole secondarie di secondo grado e una piccola percentuale addirittura inizia a fumare alle scuole elementari (9-10 anni)

Maschio, frequenta istituti professionali e licei artistici, i genitori hanno un livello di istruzione medio-basso e non controllano le sue spese, è più propenso al rischio e ha una percezione del proprio rendimento scolastico mediocre o appena sufficiente. Fa poco sport e beve energy drink, ma anche alcolici tanto che non è raro che sia protagonista di episodi di binge drinking. 

È questo il ritratto del ragazzo (tra 14 e 17 anni) fumatore abituale emerso dall’indagine Explora presentata dall’OSSFAD del Centro Nazionale Dipendenza e Doping dell’Istituto superiore di sanità in occasione della Giornata Mondiale senza tabacco insieme all’annuale rilevazione ISS-DOXA. 

Il numero di minori che fumano nel nostro paese è alto. Uno su dieci è consumatore abituale, quasi la metà ha fumato, ha provato a fumare o fuma ogni tanto e tra quelli abituali più della metà fuma anche cannabis.

I ragazzi tra i 14 e i 17 anni accendono la prima sigaretta alle scuole secondarie di secondo grado e una piccola percentuale addirittura inizia a fumare alle scuole elementari (9-10 anni).

«È necessario potenziare sistemi di prevenzione primaria per scongiurare questa nuova linea di tendenza che vede il consumo di tabacco anche tra i giovanissimi prima che a questa dipendenza se ne associno altre altrettanto o più pericolose», dice il Presidente dell’ISS Walter Ricciardi.

L’indagine ISS-DOXA, realizzata su un campione nazionale di oltre 3.000 soggetti rappresentativo della popolazione italiana, ha confermato, una situazione di stallo, invece, nel numero totale dei fumatori: sono 12,2 milioni, in leggero aumento rispetto al 2017 (11,7 milioni).

Di contro aumenta invece il rispetto del divieto di fumo nei locali pubblici e nei luoghi di lavoro, anzi secondo l’indagine PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), derivati dal sistema di sorveglianza di popolazione condotta dalle ASL e coordinata dall’ISS, il rispetto a 15 anni dalla Legge Sirchia è quasi totale.

«La situazione generale sulla prevalenza dei fumatori si è cristallizzata», dice Roberta Pacifici, Direttore dell’OSSFAD e del Centro Nazionale Dipendenze e Doping. «Abbiamo registrato gli stessi dati del 2007, segno evidente che non si vede alcuna inversione di tendenza, anzi si registra un lieve incremento nella popolazione maschile. Per questo abbiamo acceso i riflettori sui giovani che rappresentano il serbatoio di riserva del tabagismo, sono quelli cioè che continuano ad alimentare la popolazione dei fumatori che non accenna a diminuire».

Un capitolo a parte è dedicato al consumo della sigaretta elettronica. 

«La maggior parte degli svapatori è un consumatore duale consuma cioè sia sigarette tradizionali che e-cig», dice Silvio Garattini, Direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. «Altro dato del rapporto è quello che riguarda i prodotti del tabacco di nuova generazione, il tabacco riscaldato: in tre anni la notorietà di questi prodotti è più che raddoppiata».

E per la la prima volta è stato rilevato anche il dato sul fumo passivo negli animali domestici: il 14% dei fumatori che ha un animale domestico fuma in loro presenza. Il 46% mai. Tra i non fumatori la percentuale di chi non espone al fumo passivo il proprio animale domestico sale all’ 87,6%.