Cambiamenti climatici. Caldo e umidità hanno già reso invivibili alcune aree del pianeta

L’allarme

Cambiamenti climatici. Caldo e umidità hanno già reso invivibili alcune aree del pianeta

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La temperatura del bulbo umido indica gli effetti del caldo associato all’umidità. Il limite per la sopravvivenza umana è 35°C, una temperatura già superata diverse volte in alcune zone del mondo.
di redazione

A una temperatura di 45°C con un tasso di umidità del 50 per cento una persona in perfetta salute rischierebbe di morire entro 6 ore. Il calore percepito sarebbe infatti intorno ai 71°C, troppi da sopportare per l’essere umano. Sembra impossibile, ma condizioni del genere già si verificano in alcuni punti del nostro pianeta. Sulle coste del Golfo Persico e ai piedi delle montagne occidentali della Sierra Madre Occidentale del Messico il connubio tra caldo e umidità sta raggiungendo livelli letali per l’umanità, in tempi molto più rapidi del previsto.

È la conclusione a cui è giunta l’analisi pubblicata su Science Advances di quarant’anni di dati raccolti in migliaia di stazioni meteo del mondo. Secondo le previsioni queste proibitive condizioni climatiche si sarebbero dovute verificare tra qualche decina di anni e invece sono già presenti, affermano allarmati gli autori dello studio.

 

I climatologi ricorrono a un parametro chiamato “temperatura del bulbo umido” per calcolare gli effetti del caldo associato all’umidità. In sintesi la temperatura del bulbo umido è quella raggiunta da un termometro dopo che l’acqua in cui è avvolto è evaporata. Più acqua evapora, più la temperatura si abbassa. 

Le condizioni di elevata umidità rendono difficile l’evaporazione e il termometro fa fatica a scendere. Gli esperti hanno individuato come soglia limite per la sopravvivenza umana una temperatura di bulbo umido pari a 35°C. Durante l’ondata di calore che ha travolto l’Europa nel 2003 provocando 70mila morti è stata raggiunta una temperatura di bulbo umido di 28°C. 

Analizzando le variazioni ora per ora delle condizioni atmosferiche registrate da migliaia di stazioni nel mondo nelle ultime quattro decadi, gli autori dello studio hanno individuato alcune zone del mondo in cui la soglia dei 35°C di temperatura  a bulbo umido è stata già superata anche se solamente per un’ora o due alla volta. 

Nel 2017 la temperatura di bulbo umido ha superato i 30° C per più di mille volte, un numero più che doppio rispetto a quello registrato nel 1979. 

Condizioni climatiche inospitali sono state registrate nel Golfo del Messico, nel golfo della California, alcune aree del Venezuela (per esempio l'area nei pressi di Maracaibo), ai Caraibi, nell’Africa occidentale e nella Cina meridionale. In tutte queste zone per circa mille volte la temperatura di bulbo umido ha raggiunto i 31°C e per 80 volte ha superato i 33°C. 

Map by Jeremy Hinsdale; adapted from Raymond et al., Science Advances, 2020)

Gli scienziati hanno realizzato una mappa interattiva che consente di scoprire i luoghi del mondo più colpiti dal deleterio mix di calore e umidità. «I risultati indicano che gli episodi segnalati di caldo umido estremo sono aumentati rapidamente nelle stazioni meteorologiche e nei dati di rianalisi negli ultimi quattro decenni e che alcune aree subtropicali sono molto vicine al limite di sopravvivenza di 35° C, che probabilmente è già stato raggiunto sia sul mare che sulla terraferma. Queste tendenze evidenziano l’entità dei cambiamenti che hanno avuto luogo a seguito del riscaldamento globale fino ad oggi», scrivono i ricercatori nelle conclusioni.