I SE e i MA che frenano le vaccinazioni. Uno studio mappa la “vaccine hesitancy” nel mondo

L’indagine

I SE e i MA che frenano le vaccinazioni. Uno studio mappa la “vaccine hesitancy” nel mondo

I vaccini sono sicuri? Importanti? Efficaci? Un’indagine di Lancet ricostruisce come è cambiata l’opinione pubblica nel mondo negli ultimi quattro anni. Individuando i punti caldi dove cresce lo scetticismo. Che è buono a sapersi prima di un vaccino anti Covid

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Chi ritiene che vaccinarsi sia importante si vaccina anche quando non è altrettanto sicuro della sicurezza e dell’efficacia. Immagine: Retha Ferguson via https://www.pexels.com/pt-br/foto/maos-mulher-borrao-mancha-3825529/
di redazione

“Completamente d’accordo”, “in completo disaccordo”. Generalmente sono le posizioni estreme quelle che più delle altre fanno testo nei sondaggi. E vale anche per la più ampia indagine sulla fiducia nei vaccini nel mondo mai condotta finora appena uscita su Lancet.

Lo studio ricostruisce l’andamento dell’opinione pubblica sui vaccini raccogliendo la testimonianza di 284mila adulti di 149 Paesi rilasciata in 290 sondaggi nazionali tra il 2015 e il 2019. Ci sono tutti gli indizi per prevedere come verrebbe accolto un eventuale vaccino per Covid-19.

Le domande rivolte ai partecipanti erano sempre le stesse in tutte le circorastanze: i vaccini sono sicuri? sono importanti? sono efficaci? Agli intervistati veniva chiesto di specificare il loro grado di accordo o disaccordo con le affermazioni su sicurezza, importanza ed efficacia dei vaccini. Le risposte potevano spaziare dal “sono completamente d’accordo” al “sono in totale disaccordo”, passando per posizioni più sfumate, così come prevede la scala Likert (la tecnica di misurazione dell’atteggiamento inventata dallo psicologo Rensisi Likert). 

L’Europa

In molti Paesi europei, tra cui Finlandia, Francia, Italia, Irlanda e Regno Unito la fiducia nei vaccini è aumentata. 

La percentuale di francesi fortemente d’accordo sulla sicurezza dei vaccini era pari al 22 per cento a novembre del 2018 ed è salita al 30 per cento a dicembre del 2019. Anche nel Regno Unito la schiera dei convinti sostenitori della sicurezza dei vaccini si è rinforzata passando dal 47 per cento del maggio 2018 a circa il 52 per cento del novembre 2019. 

Una tendenza opposta è stata invece osservata in alcuni Paesi dell’Est come Polonia e Repubblica Ceca che hanno registrato un calo di fiducia. Nel 2018 in Polonia il 64 per cento degli intervistati credeva fortemente nella sicurezza dei vaccini. Nel 2019 la percentuale era scesa al 53 per cento. Nella Repubblica Ceca nel 2015  a non avere alcun dubbio sulla sicurezza dei vaccini era il 41 per cento del campione (una percentuale già bassa), mentre nel 2019 il tasso di persone estremamente fiduciose era sceso al 39 per cento. 

Fonte: de Figueiredo A et al, Mapping global trends in vaccine confidence and investigating barriers to vaccine uptake: a large-scale retrospective temporal modelling study, The Lancet, 10 settembre 2020

L’Italia 

I risultati dello studio sono sintetizzati in una efficace infografica che permette di avere il colpo d’occhio sull’andamento della “vaccine hesitancy” nei singoli Paesi del mondo. Siamo andati a vedere cosa è accaduto in Italia e i risultati parlano di una crescente fiducia nei vaccini. In particolare la percentuale di chi è fortemente d’accordo con l’affermazione “i vaccini sono sicuri” è passata dal 24 per cento del 2015 al 47 per cento del 2019. 

L’importanza dei vaccini era indubbia per il 40,9 per cento del campione nel 2015 e per il 63 per cento degli intervistati nel 2019. La percentuale di persone decisamente convinte dell’efficacia dei vaccini è passata dal 33 per cento del 2015 al 52 per cento del 2019. 

I Paesi più scettici

A preoccupare i ricercatori è l’aumento degli scettici più ostinati, quelli convinti che i vaccini siano pericolosi o, per restare nelle categorie previste dai sondaggi, quelli in completo disaccordo con l’affermazione che i vaccini sono sicuri.  Questo trend è stato osservato in sei Paesi del mondo: Afghanistan, Azerbaigian, Indonesia, Nigeria, Pakistan e Serbia. 

La percentuale di diffidenti tra il 2015 e il 2019 è  passata dal 2 al 3 per cento in Afghanistan, dal 2 al 17 per cento in Azerbaigian, dall’1 al 3 per cento in Indonesia, dall’1 al 2 per cento in Nigeria, dal 2 al 4 per cento in Pakistan e dal 4 al 7 per cento il Serbia.  

Se poi si considera la fiducia generale nei vaccini, tenendo conto dell’opinione sulla loro sicurezza, importanza ed efficacia, la lista dei Paesi in cui la diffidenza è cresciuta si allunga includendo Indonesia, Filippine, Pakistan e Corea del Sud. 

I casi che hanno inciso sull’opinione pubblica 

Nel 2017 dopo alcuni casi di morti sospette nelle Filippine, il vaccino contro la Dengue Dengvaxia era stato sospeso. Così nel giro di pochi mesi le Filippine sono passate da uno dei Paesi con il più alto tasso di fiducia nei vaccini (nel 2015 c’era l’82% di persone convinte della sicurezza, il 92% dell’importanza e l’81 per cento dell’efficacia) al 72esimo posto della classifica mondiale, con il 58 per cento di fiducia nella sicurezza, il 70 per cento nell’importanza e il 57 per cento nell’efficacia nel 2019. 

Nella Corea del Sud una campagna no-vax on line ha convinto molti genitori a non immunizzare i propri figli, facendo scendere il tasso di fiducia sulla sicurezza dei vaccini dal 47 per cento del 2015 al 32 per cento del 2019. 

Ma il Paese dove è stato registrato il calo maggiore della fiducia nei vaccini è l’Indonesia (il tasso di fiducia nella sicurezza è calato del 14%, nell’importanza del 15% e nell’efficacia del 16%). 

Gli autori sospettano che lo scetticismo nei confronti dei vaccini possa essere stato alimentato dai leader musulmani che hanno lanciato una fatwa contro il vaccino per morbillo, parotite e rosolia perché convinti contenga ingredienti derivati dai suini. 

La fiducia nell’importanza va di pari passo con il tasso di vaccinazioni

Dall’analisi dei dati, gli autori dello studio hanno dedotto che l’opinione che conta di più, con un maggiore impatto sul tasso di immunizzazione nella popolazione, è quella sull’importanza dei vaccini per la comunità. Chi ritiene che vaccinarsi sia importante si vaccina, anche quando non è altrettanto sicuro della sicurezza e dell’efficacia. 

La buona notizia per l’Europa è che nella maggior parte dei Paesi europei il livello di fiducia nell’importanza dei vaccini è aumentato più di quello sulla sicurezza o l’efficacia. 

«I nostri risultati suggeriscono che le persone non ignorano necessariamente l'importanza di vaccinare i propri figli, anche se hanno dubbi su quanto siano sicuri i vaccini. Il pubblico sembra comprendere in generale il valore dei vaccini, ma la comunità scientifica e della salute pubblica deve fare molto di più per costruire la fiducia della popolazione nella sicurezza della vaccinazione, in particolare in vista di un vaccino per COVID-19», ha dichiarato Clarissa Simas della London School of Hygiene & Tropical Medicine, Regno Unito.

Monitorare la vaccine hesitancy in vista di un vaccino anti Covid

«Di fronte a minacce di malattie nuove ed emergenti come la pandemia COVID-19, è vitale monitorare regolarmente gli atteggiamenti della popolazione per identificare rapidamente paesi e gruppi con un calo di fiducia, in modo da poter intervenire dove c’è bisogno di costruire fiducia per ottimizzare la diffusione di nuovi vaccini salvavita. Una delle principali minacce alla resistenza ai programmi di vaccinazione a livello globale è la rapida diffusione della disinformazione. Quando c'è un forte calo nella copertura vaccinale,  spesso c'è una infondata paura sulla sicurezza dei vaccini che semina dubbi e sfiducia. A volte un vero e proprio piccolo rischio viene rapidamente diffuso e amplificato fino a sembrare una minaccia molto più grande. Ci sono anche casi in cui i dibattiti sui vaccini sono stati volutamente polarizzati, sfruttando i dubbi del pubblico e le debolezze del sistema per scopi politici, mentre il declino della fiducia nei vaccini in altri luoghi può essere influenzato da una sfiducia generale nel governo e nelle élite scientifiche», afferma Heidi Larson della London School of Hygiene & Tropical Medicine che ha guidato la ricerca.