Chi si prenderà cura degli anziani se gli immigrati verranno espulsi?

Lo scenario

Chi si prenderà cura degli anziani se gli immigrati verranno espulsi?

In Usa la politica di Trump mette a rischio l’assistenza da parte dei caregiver
redazione

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Circa un milione di immigranti attualmente si prendono cura delle persone anziane e disabili negli Usa. Ma oltre a lottare con bassi salari adesso devono convivere con l'insicurezza provocata dal sentimento anti-immigrati e dagli attacchi politici.

“A.A.A: 25 infermiere cercansi”. Il Menorah Center for Rehabilitation and Nursing Care, un centro di assistenza sanitaria di Brooklyn, si era preparato a ricevere migliaia di risposte all’annuncio di lavoro pubblicato dalla solita agenzia di collocamento. Di solito succedeva così. Questa volta invece sono arrivate solamente 5 candidature. Cosa è successo? Mary DiGangi, capo delle risorse umane della struttura americana, si è fatta un’idea e l’ha condivisa con Paula Span giornalista del New York Times: le proposte politiche e le opinioni di Trump sugli immigrati hanno scoraggiato i lavoratori di questo settore che nella maggior parte dei casi provengono proprio da quei Paesi periodicamente offesi dal presidente Usa. 

Cosa realmente cambierà con la riforma della legge sull’immigrazione negli Usa, annunciata da Trump,  ancora non è dato saperlo. Quel che è certo è che gli ultimi provvedimenti della Casa Bianca, hanno reso legittime le preoccupazioni raccolte nel titolo dell’articolo del New York Times firmato da Paula Span: “Se gli immigrati verrano espulsi, chi si prenderà cura delle persone anziane?”.

Il segretario della sicurezza nazionale ha nelle mani il destino degli immigrati di Haiti il cui permesso di soggiorno scadrà, salvo ripensamenti, nel luglio del 2019.  E ancora non è chiaro che fine faranno gli 800 mila immigrati arrivati negli Usa da piccoli, i cosiddetti “dreamers”, che erano stati regolarizzati dal Deferred Action for Childhood Arrivals (Daca) ideato da Barack Obama che Trump aveva tentato di annullare. Proprio in questi giorni l’Amministrazione Usa sta cercando di barattare la loro protezione con la costruzione del muro alla frontiera con il Messico. 

Secondo una recente indagine della Phi, una Ong a sostegno dei caregiver, un lavoratore su 4 nelle case di assistenza o nelle famiglie è nato fuori dagli Stati Uniti. 

«Circa un milione di immigranti - si legge sul sito della Phi - attualmente si prendono cura delle persone anziane e disabili. Una fetta in crescita della forza lavoro americana per l’assistenza diretta. Eppure questi lavoratori spesso lottano con salari al livello di povertà e bassi redditi…Inoltre, devono affrontare un esame duro e convivere con una insicurezza provocata dal sentimento anti-immigrati e dagli attacchi politici».

Sottopagati (meno di 11 dollari l’ora) e malvisti dalla politica, i caregiver che non possono vantare il titolo di “born in the Usa” stanno vivendo un momento difficile. Eppure sono loro a occuparsi degli anziani e dei disabili che hanno un documento da cittadino americano. Il numero di immigrati coinvolti nell’assistenza sanitaria è passato da 520mila nel 2005 a circa un milione nel 2015. 

Negli Stati di New York, California, New Jersey e Florida, circa il 40 per cento  dei lavoratori sono immigrati. Tra di loro ci sono persone provenienti da 

Haiti, El Salvador, Nicaragua, Honduras e Sudan che hanno goduto finora di una protezione temporanea che però sta per scadere. Circa 11 mila caregiver sono invece colpiti indirettamente dal “travel ban” di Trump e potrebbero decidere di lasciare il Paese se i loro cari non potessero mai raggiungerli. Non finisce qui: un numero imprecisato di infermieri e assistenti appartiene alla categoria dei “dreamers” sul cui destino, come abbiamo detto, c’è ancora tanta incertezza. 

Nel frattempo la domanda di partenza “Se gli immigrati verrano espulsi, chi si prenderà cura delle persone anziane?” resta ancora senza risposta.