Clima. Rispettando l’accordo di Parigi si risparmierebbero milioni di vite ogni anno

Repetita iuvant

Clima. Rispettando l’accordo di Parigi si risparmierebbero milioni di vite ogni anno

Non si sa più come dirlo: clima e salute sono collegati. Su Lancet Planetary Health si cerca di puntare sui benefici indiretti del controllo della temperatura. Restando nei limiti di Parigi ci sarebbero milioni di morti in meno per inquinamento dell’aria, cattiva alimentazione e sedentarietà

Climate_Change_Activist_.jpg

Immagine:Tania Malréchauffé, CC0, via Wikimedia Commons
di redazione

La vita di milioni di persone nel mondo dipende dalle oscillazioni della temperatura del pianeta. 

Se l’innalzamento del termometro rimanesse entro i limiti fissati dall’accordo di Parigi, ben al di sotto dei 2°C, entro il 2040 potrebbero essere evitate 6,4 milioni di vite perché verrebbe garantita una migliore alimentazione, 1,6 milioni di vite per una migliore qualità dell’aria e 2,1 milioni di vite per un aumento dell’attività fisica. 

Questo secondo i calcoli degli esperti del The Lancet Countdown on Health and Climate Change diffusi sull’ultimo numero di The Lancet Planetary Health

L’indagine è stata condotta su nove Paesi, Brasile, Cina, Germania, India, Indonesia, Nigeria, Sud Africa, Regno Unito e Stati Uniti, che per l’ impatto demografico e il tasso di emissioni inquinanti possono fare il bello e il cattivo tempo in tutto il pianeta. I paesi considerati nello studio infatti rappresentano il 50 per cento della popolazione mondiale e sono responsabili del 70 per cento delle emissioni mondiali. 

I firmatari dell’accordo di Parigi stanno aggiornando e rivedendo i loro National Determined Contributions (NDC),  contributi previsti a livello nazionale sulle riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra, in vista della prossima COP26 (la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà a novembre 2021). I piani nazionali, che dovevano essere presentati entro la fine dello scorso anno, sono ancora avvolti dal mistero compresi quelli di sei dei nove paesi inclusi nello studio. 

In base alle informazioni attualmente condivise, i programmi nazionali non sono abbastanza rigidi da poter rispettare i termini dell’accordo di Parigi. Le misure prese finora e quelle proposte per il futuro rischiano di  provocare un aumento della temperatura globale superiore ai 3 °C. 

E sforare i limiti di Parigi significa causare milioni di morti in più. Gli autori dello studio si sono messi a contare le vite che verrebbero salvate restando sotto la soglia limite stabilita dall’ultimo accordo sul clima, sperando così di spingere i governi a prendere provvedimenti più rigorosi. L’idea cioè è quella di puntare sui benefici indiretti del controllo della temperatura per invogliare i Paesi a mantenere i loro impegni.

«Il nostro rapporto si concentra su un incentivo cruciale ma spesso trascurato per affrontare il cambiamento climatico. A differenza dei benefici diretti della mitigazione del carbonio, che sono in definitiva a lungo termine e intesi in termini di limitazione dei danni, i co-benefici per la salute delle politiche climatiche più ambiziose hanno un impatto positivo immediato. Il messaggio è chiaro. Non solo rispettare Parigi impedisce la morte prematura di  milioni di persone ogni anni, ma la qualità della vita di altri milioni di persone migliora grazie a una salute migliore. Abbiamo ora l'opportunità di mettere la salute in primo piano nelle politiche sul cambiamento climatico per salvare ancora più vite», ha dichiarato, Ian Hamilton, direttore esecutivo di The Lancet Countdown on Health and Climate Change, e primo autore del rapporto. 

I ricercatori hanno valutato come potrebbero cambiare alcuni parametri in differenti scenari. I parametri selezionati sono le emissioni di gas serra, le morti annuali dovute all’inquinamento, i decessi causati dalla cattiva alimentazione e dalla mancanza di attività fisica.

Lo scenario di base è quello attuale, il secondo è quello in linea con gli accordi di Parigi e il terzo è quello che prevede interventi aggiuntivi sulla qualità dell’aria, sull’educazione alimentare e sulla promozione dell’attività fisica. 

In tutti i nove paesi, lo scenario conforme all'accordo di Parigi potrebbe salvare 5,8 milioni di vite grazie a una dieta migliore, 1,2 milioni di vite a causa di un'aria più pulita e 1,2 milioni di vite a causa di un maggiore esercizio fisico. L'adozione del percorso più ambizioso, con obiettivi sanitari espliciti all'interno dei piani nazionali, potrebbe comportare un'ulteriore riduzione di 462mila, 572mila e 943mila decessi annuali attribuibili rispettivamente all'inquinamento atmosferico, all'alimentazione e alla sedentarietà. «Poiché ai paesi viene chiesto di aumentare i loro obiettivi in vista della COP 26 a Glasgow, i prossimi mesi rappresentano un momento chiave nella lotta al cambiamento climatico e un'opportunità per migliorare la salute globale. Se è necessaria una scadenza per motivare l'azione, ce l'abbiamo ed è novembre 2021», ha detto  Alastair Brown, redattore capo del The Lancet Planetary Health.