Un condominio virtuale per stare insieme anche durante l’isolamento sociale

L'esempio

Un condominio virtuale per stare insieme anche durante l’isolamento sociale

di redazione

È possibile riuscire a stare distanti, ma uniti? Come si fa a reggere fisicamente e mentalmente all’impatto della solitudine? Le risposte sono su Condominy, un’iniziativa del Progetto Giovani dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano (Int). Whatsapp vocali, messaggini, bigliettini “memo”: è così che gli adolescenti del Progetto Giovani partecipano alle riunioni che si tengono in reparto ogni mercoledì, quando non possono essere fisicamente presenti. È da questo desiderio di condivisione che è nato il progetto, che racconta l’isolamento dei ragazzi in cura attraverso le loro parole e la loro immaginazione.

«La malattia oncologica, soprattutto in questa particolare fascia di età caratterizzata dai più vivi bisogni d’interazione sociale - racconta Andrea Ferrari, responsabile del Progetto Giovani Int - può creare condizioni di isolamento in molti modi. La più evidente è quella in camera sterile, quando un ragazzo ha un’importante riduzione delle difese immunitarie, ma anche la semplice degenza in reparto è di per sé un isolamento dai propri amici e compagni di scuola. In generale, poi, i pazienti adolescenti si trovano a vivere un’esperienza d’isolamento per il solo fatto di essere malati – prosegue - indipendentemente dal ricovero: molte volte s’innalza una barriera invisibile tra loro, senza capelli e in attesa del prossimo ciclo di chemioterapia, e i compagni di classe, che sono invece in attesa dell’interrogazione a scuola, di un bacio dalla ragazza dei sogni, o di un week-end al mare con gli amici. Rimanere tagliati fuori è la grande paura degli adolescenti con cancro: l’essere trattati come diversi».

Il progetto nasce da un’idea dell’artista Cristina Pancini in dialogo con Paola Gaggiotti e in collaborazione con lo studio d’architettura casatibuonsante architects.

«Siamo partiti dall’osservazione di quei ragazzi che, non potendo partecipare attivamente agli incontri del mercoledì del Progetto Giovani perché immunodepressi oppure lontani, provavano a connettersi con gli altri attraverso i social, un bigliettino o un messaggio» spiega Gaggiotti. «Abbiamo iniziato a intraprendere piccoli percorsi creativi personalizzati – aggiunge - e, da qui, si è pensato di strutturare questi tentativi in un unico progetto».

Da maggio 2018 fino a ottobre 2019 hanno partecipato 17 giovani tra i 16 e i 24 anni: 12 hanno vissuto questo periodo in isolamento per le terapie, mentre cinque erano ragazzi fuori terapia che hanno partecipato ricordando il periodo di isolamento vissuto mesi prima.

«Attraverso speciali “assemblee condominiali” – racconta Pancini – li abbiamo guidati a confrontarsi tramite una pagina chiusa di Facebook, il loro spazio virtuale comune: i ragazzi hanno descritto ciascuno la propria stanza ideale, un po’ reale e un po’ di fantasia, con testi, immagini, disegni e musiche. Le diverse stanze sono diventate questo condominio speciale, uno spazio comunicante che unisce idealmente i ragazzi nelle loro camere, case e città diverse».

Il libro contiene anche un capitolo intitolato Chiacchierate sulle scale, che si riferisce esplicitamente ai consigli per chi vive un isolamento.

Le tracce di tutto il percorso, i testi dei ragazzi, le fotografie dei modellini delle stanze descritte, la playlist condominiale, sono diventati un libro edito da Boîte Editions che si può ricevere gratuitamente richiedendo il pdf tramite mail oppure direttamente tramite la pagina Instagram.

Condominy è stato reso possibile grazie al sostegno dell’Associazione Bianca Garavaglia Onlus e della Fondazione Alta Mane Italia.