Covid-19, le donne sono più brave a rispettare le regole anti contagio

Uomini e donne

Covid-19, le donne sono più brave a rispettare le regole anti contagio

Indossare la mascherina, lavarsi le mani, mantenere il distanziamento sociale. Così fan tutte. Ma non tutti. Le donne sono più diligenti degli uomini nel rispettare le regole della prevenzione. E non è una novità. Perché hanno sempre fatto di più per proteggere la salute, propria e degli altri

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Immagine: www.vperemen.com / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)
di redazione

La mascherina? Se possono la evitano. Ma se devono indossarla per Dpcm, lo fanno a  modo loro, lasciando fuori il naso o tenendola abbassata sul mento per tirarla su alla bisogna. Le mani? Le lavano, ma non tanto e tanto a lungo quanto dovrebbero. Il distanziamento sociale? Lo prendono più che altro come un consiglio, non come una regola precisa da rispettare. 

Ovviamente non vale per tutti, e abbiamo un po’ forzato la mano, ma questo è il modo in cui gli uomini seguono le indicazioni sanitarie per la prevenzione del contagio da Covid-19. 

Le donne sono più diligenti su tutti e tre i fronti: indossano la mascherina nel modo corretto e più spesso degli uomini, curano l’igiene delle mani con maggiore scrupolo, mantengono le distanze dagli altri come previsto dalle linee guida istituzionali.

Non è una sorpresa. I risultati dell’indagine pubblicati su Behavioral Science & Policy sono perfettamente in linea con gli studi pre-pandemia da cui emergeva che le donne sono in generale più attente alla salute rispetto ai maschi, più rispettose delle indicazioni dei medici, più interessate al benessere degli altri. 

«Ricerche precedenti prima della pandemia avevano mostrato che le donne vanno dal medico più spesso degli uomini e seguono le sue raccomandazioni più frequentemente. Le donne prestano anche maggiore attenzione ai bisogni di salute degli altri. Quindi non sorprende che queste tendenze si traducano in maggiori sforzi da parte delle donne nel prevenire la diffusione della pandemia», spiega Irmak Olcaysoy Okten, ricercatore presso il dipartimento di psicologia della New York University e autore principale dello studio. 

Insomma, la prevenzione era e resta donna. I ricercatori sono giunti a questa conclusione dopo aver analizzato i risultati di tre differenti indagini condotte nel momento di massima diffusione del virus negli Sati Uniti, tra aprile e maggio scorsi.

In una di queste, gli scienziati avevano chiesto a 800 adulti, uomini e donne, di rispondere a domande sulle loro abitudini quotidiane: quante volte si lavassero le mani, quanto spesso uscissero di casa, quante persone frequentassero ecc…

Dai risultati dell’indagine è emerso che le donne rispettavano le regole della prevenzione molto più degli uomini, con una differenza statisticamente significativa in ciascuno dei diversi comportamenti. 

Gli scienziati avevano anche chiesto ai partecipanti di indicare a quale fonte di informazione facessero riferimento nel decidere di rispettare (o meno) la specifica regola del distanziamento sociale. Ebbene, le donne, più degli uomini, dimostravano di saper individuare fonti affidabili e di seguire il parere degli esperti, le regole in vigore in altri Paesi, le decisioni del proprio governo. 

In un secondo studio i ricercatori hanno monitorato l’utilizzo della mascherina in 300 pedoni di tre diverse località degli Stati Uniti: il dispositivo di protezione era usato dal 57,7 per cento delle donne e dal 42,3 per cento degli uomini.

Nell’ultimo studio, sono stati conteggiati gli spostamenti di uomini e donne verso destinazioni all’epoca del picco pandemico considerate “non essenziali”, ristoranti, palestre, fiorai ecc.. I ricercatori hanno utilizzato i dati del Gps di 15 milioni di telefonini. Ebbene, qui c’è la “prova del nove”. Le donne hanno rinunciato più degli uomini al superfluo pur di poteggere se stesse e gli altri dai rischi dell’infezione. Potrebbe darsi che le donne siano più disciplinate degli uomini perché più preoccupate del contagio per se stesse e per gli altri. Ma in questo caso si tratterebbe di un’ansia a fin di bene, da non condannare.  Anzi, magari la provassero anche gli uomini. 

«Mettere a punto messaggi sulla salute su misura per gli uomini, in particolare sull’importanza del distanziamento sociale, dell'igiene e dell'uso di mascherine, può essere una strategia efficace per ridurre la diffusione del virus» afferma in conclusione Olcaysoy Okten.