Covid-19. I pediatri di famiglia: «Ecco la nostra fase 2»

Congresso on line

Covid-19. I pediatri di famiglia: «Ecco la nostra fase 2»

di redazione

Ampia disponibilità di tamponi, possibilità di prescriverli direttamente per la diagnosi di Covid-19 e ripartenza con una «nuova normalità» fatta di vaccinazioni, screening, bilanci di salute e assistenza al malato cronico.

È quanto chiede Paolo Biasci, presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), alla vigilia del Congresso nazionale sindacale che si terrà in webinar nel prossimo fine settimana.

La pediatria di famiglia «in questi due mesi di emergenza ha fatto la sua parte. Diremmo una grossa parte nella gestione dell’epidemia – sostiene Biasci - e nella tenuta del sistema sanitario: abbiamo ridotto la pressione sugli ospedali pediatrici fino all’80%, gestito i pazienti con il triage telefonico, programmato gli accessi negli studi ed evitato il diffondersi del contagio. Ora dobbiamo passare alla Fase 2»

«Capillarità e prossimità territoriale, unite al rapporto fiduciario e di vicinanza con migliaia di famiglie che incontriamo nei nostri oltre 7 mila studi – prosegue il presidente Fimp – ci consentono di rilevare i casi sospetti, prescrivere l’esecuzione del tampone diagnostico e monitorare la diffusione del virus. Sappiamo quanto questo approccio sia centrale nel contenimento dell’epidemia. Come è centrale la disponibilità di adeguati dispositivi di protezione individuale, quali e quanti non è secondario».Giovedì 24 aprile inizia la Settimana mondiale dell’immunizzazione «e lo stesso Istituto superiore di sanità – ricorda Biasci - sottolinea l’importanza di rispettare il Calendario delle vaccinazioni anche e soprattutto durante l’epidemia: rischieremmo altrimenti di aggiungere a un fenomeno nuovo, vecchi problemi e di rivedere la comparsa di malattie infettive già evitate o controllate dai vaccini».

Inoltre, per affrontare una seconda ondata di Covid-19 «sarà fondamentale» avverte Biasci «la linea che sceglieremo sulla prossima influenza stagionale. I numeri dei necessari approvvigionamenti di dosi per tale campagna vaccinale, si scrivono adesso. Chiediamo che la vaccinazione sia estesa all’età pediatrica, vero serbatoio infettivo ogni anno e in particolare per la fascia di età dei bambini sani 6 mesi - 6 anni. Dobbiamo immaginare questa soluzione in chiave Covid-19, per ridurre le problematiche legate alla diagnosi differenziale». Per il vaccino contro il Covid-19 dovremo aspettare, «ma non dobbiamo perdere un minuto per programmare la profilassi dell’influenza e di tante altre malattie per cui i vaccini esistono».

Al Congresso verrà affrontato tra l'altro il futuro della professione «in una nuova quotidianità, ridisegnata dall’epidemia di Covid-19. Ci confronteremo in chiave propositiva – precisa il presidente Fimp - su quella che abbiamo rilevato essere la principale criticità emersa in questi mesi: una discreta disomogeneità orizzontale con sistemi di cure non sempre allineati e, rispetto invece a un asse verticale, una notevole disparità dei modelli regionali nella gestione dell’epidemia. Abbiamo avuto un ruolo dirimente nella Fase 1 dell’epidemia di Covid-19. Ci aspettiamo che a ogni livello istituzionale si sia compresa la necessità di coinvolgere i pediatri di famiglia sempre più nella Fase 2 – conclude Biasci - in un’ottica di efficienza del sistema, che se oggi è necessaria, domani sarà vitale».