Covid: rallenta la crescita a livello globale, stabili i decessi

I dati settimanali dell’Oms

Covid: rallenta la crescita a livello globale, stabili i decessi

L’ultimo rapporto dell’Oms sull’andamento della pandemia registra un rallentamento nella crescita dei contagi. I nuovi casi continuano a crescere ma a un ritmo inferiore rispetto a quello della settimana precedente. I decessi restano stabili

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Immagine: Jason Harwell, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Omicron sembrerebbe in ritirata. Non ovunque e non ovunque allo stesso ritmo. Ma per la prima volta da qualche tempo a questa parte nel rapporto settimanale dell’Oms compare un termine rassicurante: “slowdown”, rallentamento. Va specificato che quella dell’Oms è una visione d’insieme, globale, e che quel che vale per il tutto nel suo complesso non è detto valga per i singoli Paesi. L’andamento generale è una cosa, quello particolare un’altra. 

Ebbene, in generale nella settimana che va dal 10 al 16 gennaio si osserva un rallentamento nell’aumento dei casi di Covid nel mondo. Ossia: il numero dei contagi continua a crescere e si registra un incremento delle infezioni del 20 per cento rispetto alla settimana precedente (+18 milioni), ma l’entità dell’aumento è inferiore rispetto al periodo che va dal 3 al 9 gennaio quando nel mondo si ossrevava un’impennata dei contagi del 55 per cento. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento settimanale dell’Oms sull’andamento dell’epidemia, il 75esimo. C’è un dato rassicurante: nonostante l’aumento dei casi il numero dei morti è rimasto pressoché costante nelle ultime tre settimane. Sono circa 45mila i nuovi decessi registrati tra il 10 e il 16 gennaio (erano 44mila la settimana prima e 41mila quella ancora precedente). 

Gli Stati Uniti sono il Paese con il più alto numero di nuovi casi (4,7 milioni circa, come la settimana prima) seguiti da Francia (2 milioni, +26%) e India (1,6 milioni, + 150%). 

In Italia ci sono stati nell’ultima settimana 1,3 milioni di nuovi casi, con un aumento percentuale del 25 per cento (la settimana precedente l’aumento era del 57 per cento). 

Nel Regno Unito si registra per la prima volta dalla comparsa della variante Omicron un aumento dei contagi molto contenuto, del 33 per cento inferiore a quello della settimana precedente. 

Questi segnali di miglioramento non bastano però a far cambiare opinione all’Oms sul livello di rischio globale della pandemia che, come stabilito nell’ultimo aggiornamento sulla valutazione del rischio del 7 gennaio scorso (il 13esimo dall’inizio della pandemia), resta “molto alto”. 

«Nonostante i primi dati suggeriscano che la gravità dell'infezione associata alla variante Omicron sia inferiore a quella di Delta, l'altissimo numero di casi, anche tra gli operatori sanitari, ha comportato un numero considerevole di richieste di ricovero, mettendo sotto pressione i sistemi sanitari . Per questo motivo, i Paesi sono stati esortati a sviluppare piani di mitigazione per mantenere i servizi sanitari essenziali che hanno subito interruzioni significative durante le precedenti ondate di Covid-19», si legge nel rapporto.

Omicron oltre il 70%

A dettare il ritmo della pandemia nel mondo è oramai la variante Omicron. La Delta sta abbandonando il campo, mentre le altre (Alfa, Beta e Gamma) sono praticamente uscite di scena. .

Tra le circa 406mila sequenze caricate sulla piattaforma di dati genomici dei virus GISAID in campioni raccolti negli ultimi 30 giorni, 291mila sequenze (71,9%) erano Omicron, 113.652 (28%) erano Delta, 47 (<0,1%) erano Gamma, 10  (<0,1% ) erano Alfa.

I Paesi che hanno registrato un rapido aumento dei casi di Omicron a novembre e dicembre 2021, come il Sud Africa e ora anche il Regno Unito, stanno iniziando a osservare un calo dei contagi. 

I vaccini nel mondo

Alla data del 29 dicembre 2021, risultano somministrate nel mondo 8,6 miliardi di dosi di vaccino.  Il 57 per cento della popolazione mondiale ha ricevuto almeno una dose e il 47 per cento ha completato il primo ciclo. Ma restano forti diseguaglianze nella distribuzione dei vaccini. 

Al 15 dicembre, solo il 9 per cento degli abitanti dei Paesi poveri aveva ricevuto una dose, rispetto al 66 per cento degli abitanti dei Paesi ad alto reddito. L’Oms confida di poter aumentare l’offerta di vaccini nei Paesi poveri nel 2022 attraverso la rete Covax e l'African Vaccine Acquisition Trust (AVAT). I vaccini continuano a proteggere dalla malattia grave nonostante ci siano sempre più prove di un calo di protezione nei confronti dell’infezione da quando è in circolo la variante Omicron. 

Covid nel mondo

Africa. Il numero di nuovi casi nella regione dell'Africa continua a diminuire dopo il picco dello scorso dicembre. Nell’ultima settimana sono stati registrati oltre 190mila nuovi casi, un aumento del 27 per cento inferiore rispetto alla settimana precedente. Il numero dei nuovi decessi segnalati è stato di poco superiore ai 2mila, simile a quello riportato nella settimana precedente. Il numero più alto di nuovi decessi è stato segnalato dal Sud Africa (907 nuovi decessi; 1,5 nuovi decessi ogni 100mila abitanti; una diminuzione del 23%).

Americhe. Anche nella regione dell’Oms delle Americhe, l’aumento dei casi è avvenuto a un ritmo più lento.  Il numero più alto di nuovi casi è stato registrato dagli Stati Uniti d'America (4.688.466 nuovi casi, simile ai dati della settimana precedente), seguiti dall’Argentina (797.136 nuovi casi, un aumento del 73%) e Brasile (476.981 nuovi casi, un aumento del 193%).

Anche il numero di nuovi decessi è aumentato nell'ultima settimana, con oltre 15mila nuovi decessi, in aumento del 7 per cento rispetto al numero segnalato durante la settimana precedente. Il numero più alto di nuovi decessi è stato segnalato dagli Stati Uniti d'America (10.412 nuovi decessi, con una diminuzione del 5% rispetto alla settimana precedente). 

Regione del Mediterraneo orientale. Nella regione del Mediterraneo orientale si è registrato un aumento considerevole dei nuovi casi (+ 68% rispetto alla settimana precedente), ma il numero di nuovi decessi è rimasto simile a quello registrato nella settimana precedente, con poco più di mille nuovi decessi segnalati.

Europa. Il numero di nuovi casi ha continuato ad aumentare questa settimana nella regione europea ma in maniera meno evidente. Nella settimana precedente era stato registrato un aumento del 31 per cento, mentre l’ultimo rapporto parla di un incremento dei contagi del 10 per cento. Il numero più alto di nuovi casi è stato segnalato dalla Francia con oltre 2 milioni di nuovi casi, con un aumento del 26%), seguita dall’Italia (1.268.153 di nuovi casi, con un aumento del 25%) e dal Regno Unito (813.326 nuovi casi, con una diminuzione del 33%).

Il numero di decessi settimanali è stato simile a quello della settimana precedente, con oltre 21mila nuovi decessi segnalati. 

Sudest asiatico. In questa regione Omicron sta viaggiando veloce verso il picco. Il numero di nuovi contagi continua ad aumentare, con oltre 1,7 milioni di nuovi casi segnalati, un aumento del 145 per cento rispetto alla settimana precedente. Sono stati segnalati oltre 2.500 nuovi decessi settimanali, un aumento del 12 per cento rispetto alla settimana dal 6 al 9 gennaio.

Pacifico occidentale. Il numero di nuovi casi e decessi settimanali ha continuato ad aumentare in questa regione, con oltre un milione di nuovi casi e oltre 2900 nuovi decessi, equivalenti ad aumenti rispettivamente del 38 e del 5 per cento rispetto alla settimana precedente.