Covid, i vaccini hanno evitato 470mila morti in Europa, 22mila in Italia

Gli studi

Covid, i vaccini hanno evitato 470mila morti in Europa, 22mila in Italia

In Europa i vaccini hanno evitato 470mila, di cui 22mila in Italia. Il calcolo proviene da due studi usciti in contemporanea sulla rivista Eurosurveillance: uno guidato dall’Oms in collaborazione con l’Ecdc e uno dell’Istituto Superiore di Sanità

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Immagine: B1mbo, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Grazie ai vaccini il conteggio dei morti può essere fatto da un’altra prospettiva, quella dei decessi evitati. In Europa le vite salvate sono 470mila, di cui 22mila in Italia. Il calcolo lo hanno fatto due studi usciti in contemporanea sulla rivista Eurosurveillance: uno internazionale guidato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) in collaborazione con il Centro Europeo per la Prevenzione ed il controllo delle malattie (Ecdc) e uno italiano dell’Istituto Superiore di Sanità. 

Entrambe le ricerche hanno stimato una percentuale di decessi evitati rispetto al totale poco inferiore al 40 per cento. La metodologia usata per quantificare l’impatto dei vaccini anti Covid sulla mortalità è la stessa utilizzata in passato per calcolare gli effetti del vaccino antinfluenzale. 

L’analisi esamina solo gli effetti diretti delle vaccinazioni, e non quelli indiretti dovuti ad esempio alla riduzione della circolazione del virus, e quindi potrebbe sottostimare la riduzione. 

Lo studio italiano analizza i ricoveri per Covid, distinguendoli tra ospedalizzazioni in reparti ordinari e ricoveri in terapia intensiva, e i decessi entro trenta giorni dall’infezione. 

Lo studio internazionale, invece, si basa sul numero di decessi settimanali notificati fino a novembre 2021. Inoltre i due studi fanno riferimento a popolazioni diverse: lo studio dell’Oms prende in considerazione solo gli ultrasessantenni mentre quello dell’Istituo Superiore di Sanità si riferisce a tutta la popolazione di età maggiore a 12 anni. 

Veniamo ai risultati. Secondo lo studio dell’Oms, che si riferisce al periodo da gennaio a novembre 2021,  la vaccinazione ha evitato il 51 per cento delle morti attese nella Regione Europea tra i soggetti di età maggiore di 60 anni nei primi 11 mesi di campagna vaccinale. Nei Paesi dove il tasso di vaccinati è stato più basso, come Romania, Moldavia e Ucraina, l’impatto positivo del vaccino è stato ovviamente ridotto. 

Secondo lo studio dell’Iss nei primi nove mesi di campagna vaccinale fino a settembre 2021, i vaccini anti Covid hanno evitato in Italia oltre 22mila decessi, 445mila casi di infezione, 79mila ricoveri e quasi 10mila ammissioni nelle terapie intensive. Il 71 per cento delle morti evitate riguarda la fascia di età over 80, il 18 per cento quella tra i 70 e i 79, l’8 per cento tra i 60-79 e il 2 per cento negli under 60, gli ultimi ad essere stati vaccinati. Senza i vaccini il tasso di ricoveri ordinari atteso sarebbe stato di 1592 ogni 100mila abitanti negli over 80, 871 per la fascia 70-79, 595 per i 60-79 e 214 per gli under 60, mentre quelli osservati sono stati rispettivamente 886, 618, 421 e 163. 

«Questi studi sono importanti perché rilevano come le persone vaccinate abbiano un rischio molto più basso di avere conseguenze gravi dall’infezione. Malgrado ormai non ci siano dubbi sull’importanza di questo strumento, insieme agli altri di cui disponiamo come il distanziamento e le mascherine, ancora milioni di persone non sono protette. L’invito è quindi di iniziare l’iter per chi ancora non l’ha fatto, e di proteggersi con il richiamo, soprattutto se si fa parte delle categorie più fragili, le prime a cui è stata offerta questa possibilità», afferma il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro.