Dall'Italia la Dichiarazione per la corretta comunicazione sui tumori

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Dall'Italia la Dichiarazione per la corretta comunicazione sui tumori

di redazione

Individuare un percorso più equilibrato attraverso una serie di venti “raccomandazioni” relative alla comunicazione in ambito oncologico e, più in generale, medico, per siglare l’alleanza strategica fra oncologi e media. È questo l'obiettivo della Dichiarazione presentata al più importante congresso mondiale sui tumori, il Congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO), che si è svolto recentemente in forma virtuale.

Il lavoro è frutto di una consensus conference tra professionisti dell’informazione e operatori sanitari, che vede la Regione Marche come prima promotrice.

«Per sconfiggere il cancro abbiamo bisogno di tante armi, non solo quelle fondamentali e insostituibili della medicina e della ricerca scientifica» osserva Rossana Berardi, Docente di Oncologia medica all’Università Politecnica delle Marche, direttore della Clinica oncologica degli Ospedali riuniti di Ancona e coordinatore Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) per le Marche. «Avvertiamo la forte necessità di una vera alleanza tra medico e paziente, in cui vi sia un dialogo costante ed aperto nel comune intento di superare la malattia. L’alleanza, in realtà, dovrebbe essere triplice, perché abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei media, e più in generale di chi fa informazione, affinché non si cada nelle trappole della disinformazione. In ambito oncologico, la cattiva informazione è forse più deleteria che in altri campi, perché impatta sulla salute pubblica e potenzialmente sui pazienti, che potrebbero assumere decisioni sbagliate per il loro percorso di cura».

Per Berardi è «inaccettabile che circolino ancora false credenze per cui il cancro si può curare con estratti naturali. Dall’altro lato, vanno fissati parametri con cui evitare il sensazionalismo legato a notizie prive di attente verifiche della fonte. E, per costruire una comunicazione che sia davvero efficace verso il cittadino, è altrettanto fondamentale limitare, da parte dei medici, il ricorso a un gergo tecnico non comprensibile».

Nel dettaglio, nella Dichiarazione sono state individuate cinque aree specifiche della comunicazione con le relative raccomandazioni: assistenza; farmaci;ricerca; esiti delle cure; tecnologia.

Altre dieci raccomandazioni riguardano tematiche comuni alle cinque aree specifiche, e spaziano dell’uso della terminologia al ricorso a fonti affidabili fino alla trasparenza nella comunicazione.