Diabete: aumentano i casi ma si riducono le morti premature

Il focus

Diabete: aumentano i casi ma si riducono le morti premature

Due studi usciti contemporaneamente: uno dà la cattiva notizia, l’altro la buona
redazione

Prima la cattiva notizia: il diabete, sia di tipo 1 che di tipo 2,  è in aumento tra i bambini americani. Poi la buona notizia: i casi di malattie cardiache e ictus tra i diabetici adulti sono diminuiti. 

I risultati di due diversi studi sono apparsi sul New England Journal of Medicine attirando ancora una volta l’attenzione degli esperti di salute pubblica sul diabete, la malattia del secolo. 

Cominciamo dal primo. Ogni 23 secondi negli Stati Uniti arriva una nuova diagnosi.  Il diabete di tipo 1, nel periodo tra il 2002 e il 2012, è aumentato al ritmo dell’1,8 per cento all’anno e in alcuni gruppi di origine ispanica ha toccato valori del 4,2 per cento. Le ragioni di questo fenomeno non sono del tutto chiare visto che in questo caso si tratta di una malattia autoimmune non legata allo stile di vita e alle abitudini alimentari. Per il diabete di tipo 2 le statistiche sono ancora più preoccupanti: il tasso della malattia è cresciuto del 4,8 per cento all’anno. I nuovi casi più numerosi si registrano tra le popolazioni indigene dove l’aumento dell’incidenza arriva al 9 per cento all’anno. In questo caso però la spiegazione è più facile.

 «Il fenomeno è presumibilmente legato innanzitutto all’aumento di sovrappeso e obesità tra i giovani - spiega Elizabeth Mayer-Davis, docente di nutrizione e medicina alla University of North Carolina, Chapel Hill e principale autrice del primo studio -». 

Il secondo studio si è basato sui dati di tutte le persone registrate nel Swedish National Database dal 1998 al 2012. Il monitoraggio della loro salute è proseguito poi fino al 2014. Nell’archivio svedese sono inserite informazioni su 37 mila persone con diabete di tipo 1 e più di 450 mila pazienti con diabete 2. 

I ricercatori hanno osservato un calo delle malattie cardiache e ictus del 40 per cento tra le persone con diabete 1 e del 20 per cento tra le persone con diabete 2.  Qui si scopre, però, che la notizia è buona solamente fino a un certo punto. Nonostante infatti la riduzione dei eventi cardiovascolari, i diabetici di entrambi i tipi corrono rischi di morte prematura e di problemi cardiaci di gran lunga superiori a quelli della popolazione sana. 

«Riteniamo che i cambiamenti osservati nel nostro studio sono probabilmente il riflesso degli avanzamenti terapeutici per il trattamento del diabete - dice Aidin Rawshani dell’Istituto di Medicina dell’Università di Gothenberg in Svezia - Forse l’aspetto più importante è il miglioramento nella gestione dei fattori di rischio cardiovascolare, come la pressione sanguigna alta, valori elevati di colesterolo, segnali di danno renale e uno scarso controllo dei valori glicemici». I ricercatori sono convinti infatti che l’introduzione di farmaci per il controllo dell’ipertensione e del colesterolo abbiano contribuito in gran parte alla riduzione di problemi cardiaci e di ictus tra i diabetici.