Entro il 2023 mancheranno almeno 10 mila medici specialisti

Lo studio

Entro il 2023 mancheranno almeno 10 mila medici specialisti

di redazione

Nel giro di pochi anni, entro il 2023, negli ospedali del nostro Paese potrebbero mancare circa 10 mila medici specialisti. Ma potrebbero essere molti di più, perché in uno scenario più pessimista potrebbero mancarne addirittura 24 mila.

A queste conclusioni è arrivato uno studio realizzato dall'Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica, sanitaria e amministrativa del Servizio sanitario nazionale, che ha aggiornato uno studio del 2018 sulle risorse professionali del Ssn.

I dati. Nel dettaglio, lo studio rileva che nel quinquennio 2019-2023 sono previsti 32.501 pensionamenti, a fronte di 22.328 nuovi specialisti che opteranno per il Ssn (il 66% del totale annuale secondo le stime Anaao).

Nei cinque anni seguenti, dal 2024 al 2028 sono poi previsti altri 22.206 pensionamenti, a fronte di 30.687 specialisti che potrebbero optare per il Ssn, con un surplus teorico di 8.481 medici.

La differenza tra i nuovi specialisti dei due quinquenni, spiega lo studio, è data dai recenti aumenti dei contratti di formazione specialistica che si riflettono positivamente sul secondo quinquennio. La differenza dei pensionamenti tra i due archi temporali è data dalla gobba pensionistica della popolazione medica, che finalmente entra in fase calante.

I dati «evidenziano in modo inequivocabile - sostiene l'Anaao - che il momento di agire è adesso: la carenza di 10.173 specialisti entro il 2023 rappresenta un gravissimo rischio per le sorti del Ssn».

Potrebbe anche andare peggio. Lo “scenario base”, però, potrebbe peggiorare in uno decisamente più sfavorevole.

Infatti, tenendo conto che esiste già una carenza di 6.225 medici specialisti rispetto al 2009, che potrebbero essere necessari altri 4 mila specialisti per far fronte all’attivazione di nuovi posti letto per l’emergenza da Covid-19 e che le uscite potrebbero aumentare per anticipi pensionistici a causa dello stress psico-fisico subito dagli operatori sanitari per contrastare l’epidemia, l’ammanco potrebbe salire a ben 24 mila specialisti nel 2023.

Le cause. Numerose le cause che hanno portato a questo punto: «Il sotto-finanziamento del sistema, il blocco del turnover e i pensionamenti massivi degli operatori» esemplifica Carlo Palermo, segretario nazionale del sindacato e coautore dello studio. E il famigerato “imbuto formativo” accompagnato da quello lavorativo.

Perciò l'Anaaao chiede un finanziamento “una tantum” di ulteriori 11.800 contratti di formazione specialistica da distribuire sui concorsi 2021 e 2022, «per mettere una pietra tombale sull’imbuto formativo in un biennio». Il costo stimato sarebbe complessivamente di circa 1,3 miliardi di euro da spalmare in base alla durata in anni della formazione: «Una spesa straordinaria per un progetto straordinario».

Tuttavia, per il sindacato è indispensabile anche «una seria e mirata programmazione del turnover del personale medico in sanità, anche per evitare il ripresentarsi di una “pletora medica”, come negli anni ‘70 e ‘80 del secolo scorso».

Le proposte. L’Anaao Assomed propone dunque l’istituzione di un board misto ministero dell'Università, ministero della Salute, Regioni, Ordini e sindacati medici che ogni anno coordini ingressi al Corso di laurea, pensionamenti, contratti e borse di formazione post lauream.

Inoltre, per garantire la qualità del percorso formativo il sindacato chiede di individuare “ospedali di apprendimento” per mettere a disposizione degli specializzandi «l’immensa casistica clinica e il patrimonio culturale e tecnico dei professionisti del Ssn».