Epatite E: 1 italiano su 10 ha contratto l’infezione senza accorgersene

Gli insaccati a base di carne di maiale (specie le salsicce di fegato) sono considerati uno dei principali veicoli di trasmissione dell'epatite E
Lo studio

Epatite E: 1 italiano su 10 ha contratto l’infezione senza accorgersene

È quanto emerge da uno studio condotto sui donatori di sangue dall’Istituto Superiore di Sanità. Nel 90 per cento dei casi l’infezione è asintomatica
redazione

In Italia quasi una persona su dieci ha gli anticorpi per l'epatite E, segno che è entrata in contatto con il virus, che nel nostro paese si trasmette soprattutto per via alimentare. 

È quanto emerge dal primo studio sulla prevalenza nazionale dell’infezione. Lo studio è stato condotto sui donatori di sangue dal Centro Nazionale Sangue e dall'Istituto Superiore di Sanità. 

Quella da epatite E è un'infezione a due facce, che nei Paesi in via di sviluppo, dove sono presenti i genotipi 1 e 2, fa decine di migliaia di morti l'anno. In quelli industrializzati, in cui i genotipi prevalenti sono 3 e 4, la malattia è nel 90 per cento dei casi asintomatica, mentre può dare epatiti acute e croniche in pazienti immunodepressi. 

Per verificarne la prevalenza sono stati analizzati oltre 10 mila campioni da donatori di sangue di tutta Italia. «Nell’8,6 per cento dei campioni sono stati trovati gli anticorpi per il virus», ha spiegato Simonetta Pupella, coordinatrice dell’Area sanitaria del Centro Nazionale Sangue. «Segno che nel passato c'è stato un contatto con il virus. Il dato ha una grande variabilità sia regionale che all'interno delle singole Regioni».

La prevalenza minore è stata trovata in Basilicata, con il 2,2 per cento, un decimo di quella dell'Abruzzo, che è risultata del 22,2 per cento. In generale le regioni dell'Italia centrale, Abruzzo, Marche, Lazio, Toscana e Umbria, e la Sardegna hanno mostrato la prevalenza maggiore, dovuta probabilmente al consumo maggiore di carne cruda di maiale (ad esempio le salsicce di fegato) che diversi studi hanno indicato come possibile veicolo. In nessuno dei campioni è stato invece trovato il virus attivo e capace di replicarsi.

«Lo studio è stato condotto su indicazione del Centro di Controllo delle Malattie del ministero della Salute ed è solo il primo step»,ha aggiunto Giancarlo Maria Liumbruno. «Ora proseguirà con uno studio prospettico, in cui il virus verrà cercato in donatori arruolati tenendo conto dei dati di prevalenza emersi da questo studio. L'infezione è considerata una malattia emergente in Europa, e tutti i paesi stanno iniziando ad analizzarla con attenzione per valutare l’eventuale necessità dell’adozione di misure di screening».

Per quanto riguarda l'epatite acuta da virus E il Paese europeo con più casi è la Francia, che nel 2014 ne ha avuti 1.825, mentre in Gran Bretagna ne sono stati censiti 800. In Italia la rete del ministero della Salute ha trovato tra il 2007 e il 2016 211 casi, in prevalenza in uomini con età media di 40 anni. 

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