Farmaci in gravidanza: il più prescritto è l’acido folico

Il rapporto

Farmaci in gravidanza: il più prescritto è l’acido folico

Presentato dall’Aifa il rapporto OsMed “L’uso dei Farmaci in gravidanza”. I farmaci a maggior rischio inappropriatezza sono i progestinici per la prevenzione dell’aborto spontaneo e gli antibiotici

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Immagine: MorgueFile : see [1] / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)
di redazione

Acido folico, progesterone, solfato ferroso e l’associazione amoxicillina/acido clavulanico. Sono i quattro principi attivi maggiormente utilizzati dalle donne italiane in gravidanza secondo quanto emerge dal rapporto OsMed “L’uso dei Farmaci in gravidanza” presentato oggi in diretta Youtube dalla sede dell’Agenzia Italiana del Farmaco. 

Secondo il rapporto, le prescrizioni risultano tendenzialmente in linea con la scelta di principi attivi compatibili con la gravidanza. 

Risulta al di sotto dei livelli raccomandati dalle linee guida nazionali e internazionali l’impiego di acido folico, mentre i farmaci a maggior rischio di inappropriatezza sono i progestinici per la prevenzione dell’aborto spontaneo e gli antibiotici.

Lombardia e Veneto mostrano le percentuali minori di prescrizioni in gravidanza in tutti i trimestri, e per tutte le Regioni si osserva un aumento delle prescrizioni all’aumentare dell’età materna. Più basse della media, invece, l’uso dei farmaci in gravidanza da parte delle cittadine straniere (in tal caso, il maggior numero di prescrizioni riguarda le donne del continente africano, indiano e sudamericano).

«Mi fa molto piacere introdurre questo rapporto, l’ultimo nuovo arrivato nella storica collana dei rapporti OsMed, l’Osservatorio AIFA sull’impiego dei medicinali che da ormai venti anni rappresenta il principale strumento di monitoraggio dei consumi e della spesa dei medicinali sul territorio nazionale», ha commentato il direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini. «Il Rapporto sull’uso dei Farmaci in gravidanza è speciale e segna una svolta nell’utilizzo dei dati, perché interroga e lega database di diversa natura sfruttando un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni, gruppi di lavoro e ricercatori. Un’interazione che auspico possa crescere da questa prima esperienza di successo, per favorire l’evoluzione di un modello standard che grazie all’integrazione e al rafforzamento delle banche dati nazionali e regionali possa consentire studi di esito grazie a dati incrociati e di qualità».

«Gli obiettivi del Rapporto sono il monitoraggio e l’analisi delle prescrizioni in gravidanza e della varietà delle pratiche prescrittive tra regioni e in sottogruppi di popolazione», ha aggiunto Francesco Trotta, dirigente del settore HTA ed economia del farmaco e dell’Ufficio Monitoraggio della spesa farmaceutica e rapporti con le Regioni di AIFA. «Grazie al Rapporto è nata una rete tra istituzioni centrali, Regioni, accademia e clinici, una infrastruttura che è adesso a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale. Lo studio costituisce inoltre un patrimonio informativo da utilizzare sul territorio per modificare pratiche cliniche inappropriate»