Farmaci: lo sbaglio è dietro l'angolo. In UK ogni anno 237 milioni di errori pericolosi

L’indagine

Farmaci: lo sbaglio è dietro l'angolo. In UK ogni anno 237 milioni di errori pericolosi

L’indagine ha stimato gli errori commessi da medici, farmacisti, operatori sanitari al momento della prescrizione, della somministrazione o dell’erogazione del farmaco. Evitandoli si potrebbero risparmiare 110 milioni di euro l’anno e salvare 1.700 vite

di redazione

Il medico commette un errore nella scelta del farmaco oppure prescrive il farmaco giusto ma ad un dosaggio sbagliato. Il farmacista consegna un medicinale diverso da quello prescritto. L’operatore sanitario somministra al paziente ricoverato una terapia destinata a qualcun altro. 

Sono i cosiddetti “errori terapeutici”, sviste più o meno pericolose che l’Organizzazione Mondiale della Sanità punta a ridurre del 50 per cento entro il 2022. Ogni paese deve contribuire allo sforzo. Da parte suo il Regno Unito è partito dalla conta dei danni, calcolando quanti errori terapeutici vengono commessi ogni anno dai medici di famiglia, nelle case di cura, negli ospedali e al momento delle dimissioni.

I risultati pubblicati sul British Journal of Medicine Quality & Safety non sono rassicuranti: ogni anno in Inghilterra vengono commessi più di 237 milioni di errori terapeutici. Evitandoli si risparmierebbero 110 milioni di euro si potrebbero salvare più di 1.700 vite all’anno. 

Raccogliendo le informazioni dai database pubblici, gli scienziati hanno osservato che gli errori possono avvenire in ogni fase del processo, dalla prescrizione, alla somministrazione, all’erogazione dei medicinali.  Il momento più delicato è quello della somministrazione della terapia. È il caso in cui al al paziente ricoverato viene dato un farmaco sbagliato. In questa fase avviene il 54 per cento degli errori. Le prescrizioni dei medicinali da parte dei medici sono meno a rischio di sviste, responsabili del 21 per cento degli errori. 

Durante l’erogazione dei farmaci (l’esempio è quello del farmacista che sbaglia confezione) avviene il 16 per cento degli errori. 

In rapporto al numero di pazienti, l’assistenza primaria registra il tasso di errore più basso. Ma i numeri assoluti sono alti dato che si tratta del settore dell’assistenza sanitaria più affollato: 91milioni di errori accadono ogni anno negli ambulatori dei medici di famiglia. 

Nonostante il numero molto inferiore di assistititi, le case di cura in proporzione sono le più rischiose con un numero di errori terapeutici pari a 99milioni all’anno. Negli ospedali avvengono circa 47milioni di errori all’anno. 

Fortunatamente nella maggioranza dei casi gli sbagli non fanno danni gravi. Il 72 per cento degli errori terapeutici ha effetti lievi sulla salute. Danni di entità moderata accadono nel 26 per cento dei casi di errori, mentre solo il 2 per cento delle sviste può far male davvero. Le persone anziane sono quelle più esposte al rischio di errori terapeutici. 

Tra i farmaci più frequentemente assegnati per errore, come risulta dagli accessi in ospedale, ci sono gli antinfiammatori non steroidei, gli anticoaugulanti, le medicine per l’epilessia, i diuretici, i corticosteroidi da inalare e alcuni tipi di farmaci per i disturbi cardiaci come i beta bloccanti e i glicosidi. L’80 per cento dei decessi causati dall’errore terapeutico è conseguenza di emorragie gastrointestinali.

«Comprendere la prevalenza e l'impatto degli errori terapeutici può aiutare a prendere decisioni basate sui dati per individuare le priorità nel finanziamento delle iniziative di sicurezza dei pazienti  e per ridurre l'onere dagli errori terapeutici», affermano nelle conclusioni i ricercatori. 

Dall’indagine dei ricercatori sono stati esclusi gli errori commessi dai pazienti o dai loro caregiver. I dati inglesi sono paragonabili a quelli degli Stati Uniti e dell’Unione Europea.