La fiducia nei vaccini cresce, ma ci sono eccezioni pericolose

L’indagine

La fiducia nei vaccini cresce, ma ci sono eccezioni pericolose

C’era bisogno di vedere per credere. E lo si è visto su milioni di persone: i vaccini sono sicuri. Così la voglia di vaccinarsi è aumentata un po’ ovunque. Con alcune eccezioni: in Francia c’è ancora un’alta percentuale di scettici mentre in Tanzania il governo ha deciso di rifiutare i vaccini

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Immagine: Claude Truong-Ngoc / Wikimedia Commons - cc-by-sa-4.0, CC BY-SA 4.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

Le idee si cambiano, per fortuna. Secondo un sondaggio dell’Imperial College London la fiducia nei vaccini anti Covid sta aumentando, almeno in alcuni Paesi del mondo, e molte persone che fino a pochi mesi fa dicevano di non volersi vaccinare, oggi sono pronte a mettersi in fila per la prima dose. 

L’indagine che ha coinvolto circa 13.500 persone provenienti da 15 Paesi (Australia, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Giappone, Paesi Bassi, Norvegia, Singapore, Corea del Sud, Spagna) ha monitorato l’andamento della cosiddetta vaccine hesitancy tra novembre 2020 e gennaio 2021. In Spagna, tanto per fare un esempio, lo scorso novembre solo il 28 per cento degli intervistati dichiarava di volersi vaccinare, a metà gennaio la percentuale è salita al 52 per cento. In generale negli altri Paesi è successo grosso modo lo  stesso: a novembre in media solo il 40 per cento degli intervistati diceva di voler ricevere il vaccino, a metà gennaio il 54 per cento del campione sarebbe stato pronto a vaccinarsi se gli fosse stata offerta l’opportunità nei giorni successivi all’intervista. Gli abitanti del Regno Unito sono i primi a volersi vaccinare: il 78 per cento non ha dubbi e si vaccinerebbe appena possibile.  Oggi in media nei Paesi coinvolti nell’indagine il 66 per cento degli intervistati dichiara di avere fiducia nei vaccini e solo il 12 per cento dice di non fidarsi affatto.  Negli ultimi mesi è scesa anche la percentuale delle persone preoccupate per gli effetti collaterali del vaccino che si attesta al 47 per cento. 

«Per la prima volta dall'inizio della pandemia, posso percepire che l'ottimismo si sta diffondendo più velocemente del virus», afferma Sarah Jones dell'Imperial College di Londra, tra gli autori dell’indagine. 

Se nel complesso la buona reputazione dei vaccini è aumentata, in alcuni Paesi il livello di scetticismo si mantiene alto. In Francia per esempio il 44 per cento della popolazione sostiene di non volersi vaccinare e in Giappone il 66 per cento degli intervistati non si fida della sicurezza dei vaccini. 

Poi ci sono i casi estremi di Paesi come la Tanzania in cui il governo rifiuta i vaccini anti Covid e propone in alternativa rimedi contro il virus scientificamente infondati. Secondo quanto riportato da The Lancet la scelta di rifiutare i vaccini viene giustificata dalla mancanza di casi di Covid-19 nel Paese africano dichiarato lo scorso giugno Covid-free. 

In realtà i dati reali sui contagi non sono noti perché il governo dallo scorso aprile ha smesso di diffondere statistiche ufficiali. 

Il ministro della salute Dorothy Gwajima ha dichiarato ufficialmente di non fidarsi della sicurezza di vaccini testati altrove e si è fatto riprendere dalle telecamere mentre beveva un infuso di aglio, zenzero e limone e ne inalava i vapori proposto come un rimedio naturale contro il virus. 

Il  3 febbraio 2021, COVAX, la collaborazione internazionale tra Gavi, Vaccine Alliance, OMS e Coalition for Epidemic Preparedness Innovations per garantire un accesso equo ai vaccini, ha diffuso un documento sul programma di distribuzione dei vaccini in Africa e la Tanzania non è nella lista avendo esercitato il suo diritto di rinuncia. «Non cooperare metterà in pericolo tutti. Se non togliamo questo virus dal nostro cammino tutti gli strumenti e gli obiettivi di sviluppo dell'Africa saranno compromessi»,  ha dichiarato John Nkengasong, direttore dell’Africa Centres for Disease Control and Prevention.