Finanziamenti alla ricerca: troppi pochi soldi ai tumori più diffusi e pericolosi

Il paradosso

Finanziamenti alla ricerca: troppi pochi soldi ai tumori più diffusi e pericolosi

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Gli autori ci tengono a precisare che lo studio non serve a fare classifiche tra tumori più o meno meritori di finanziamenti; né  suggeriscono di sottrarre finanziamenti al gruppo delle patologie maggiormente sostenute.
di redazione

Tumori del colon, dell’endometrio, del pancreas, del fegato e dei dotti biliari, del collo dell’utero e delle ovaie. Sono tra le patologie oncologiche più diffuse o più pericolose, ma, paradossalmente, la ricerca in questi ambiti riceve i finanziamenti più esigui. È il paradossale risultato di un'indagine condotta dai ricercatori della Northwestern Medicine sulla distribuzione dei finanziamenti alla ricerca da parte di enti no-profit nel 2015 tra le malattie tumorali. In confronto, la ricerca su tumori con un impatto minore sulla società riceve un maggiore sostegno economico. 

Le cifre degli assegni staccati a favore di studi su tumore della mammella, leucemia, linfoma e tumori pediatrici sono più alte. 

Gli autori dello studio pubblicato sul Journal of the National Comprehensive Cancer Network ci tengono a precisare che la ricerca non serve a fare classifiche tra tumori più o meno meritori di finanziamenti; né  suggeriscono di sottrarre finanziamenti al gruppo delle patologie maggiormente sostenute. Piuttosto, sarebbe necessario aumentare le risorse destinate alla ricerca nel campo delle malattie oncologiche più diffuse e più pericolose. E propongono di tornare a finanziare gli studi sui tumori oggetto di stigma perché associati a stili di vita poco salutari, come il cancro ai polmoni favorito dal fumo o quello al fegato dovuto al consumo eccessivo di alcol. 

Secondo l’analisi dei dati dello studio, il giudizio morale influenzerebbe infatti la distribuzione dei finanziamenti. 

«Questi tumori sono mortali o in grado di compromettere seriamente la qualità di vita e meritano la nostra attenzione e il nostro sostegno», ha dichiarato Suneel Kamath, della Northwestern University Feinberg School of Medicine, a capo dello studio. 

Le organizzazioni non-profit giocano un ruolo importante nel raccogliere fondi destinati alla ricerca sia di base che applicata e la scelta di prediligere alcuni tipi di patologie rispetto ad altre si traduce in differenti opportunità di cura per i pazienti. 

Il risultato paradossale di questa politica di investimenti è che le malattie più diffuse e più pericolose rischiano di rimanere senza una cura.  

Lo studio è stato condotto negli Stati Uniti tra l’ottobre del 2017 e il febbraio del 2018. I ricercatori hanno individuato 119 organizzazioni senza scopo di lucro impegnate nella lotta al cancro con un budget annuale totale di 6 miliardi di dollari. Gli autori hanno poi confrontato l’ammontare dei finanziamenti alla ricerca per ciascun tipo di cancro tenendo in considerazione il numero di nuovi casi, il numero di morti e il numero di anni di vita persi con lo scopo di valutare se il sostegno economico sia in linea con la diffusione e la pericolosità della malattia. 

I dati dimostrano che non lo è.

«È chiaro che con quasi  6 miliardi di dollari di entrate annue, le organizzazioni no-profit per la lotta al cancro hanno un ruolo importante nel finanziamento della ricerca medica, nel sostegno e nell'educazione dei pazienti e delle loro famiglie, e influenzano la politica sanitaria. […] Tuttavia, i nostri dati mostrano che gli investimenti non sono equamente distribuiti a tutti i tipi di cancro e che l’impatto dei diversi tipi di cancro. Molte malattie comuni o altamente letali, compresi i tumori polmonari, colon-rettali, pancreatici, ovarici e endometriali, sono sottofinanziate rispetto al loro peso sulla società», concludono i ricercatori.