Fismad: migliaia di diagnosi di cancro dell’apparato digerente perse a causa della pandemia

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Fismad: migliaia di diagnosi di cancro dell’apparato digerente perse a causa della pandemia

di redazione

Cancro gastrico -15,9%, cancro colorettale -11,9%, cancro del pancreas-9,9%: sono i dati delle mancate diagnosi di tumori dell'apparato digerente, calcolate dalla Fismad, la Federazione delle società delle malattie dell'apparato digerente, nella sua inchiesta sugli effetti negativi della pandemia di SARS-CoV-2.

In particolare, la maggior percentuale di mancate diagnosi da cancro colorettale è stata rilevata nel Centro (-16,5%) e nel Nord Italia (-13,7%), con il Sud (-4,1%) nettamente distanziato.

Significativo anche il numero di diagnosi perse di cancro allo stomaco: -19% al Nord, -9,4% al Sud. Per quanto riguarda i tumori al pancreas, il Nord ha registrato il maggior calo, con 14,1% casi in meno diagnosticati.

I dati sul cancro colorettale riflettono anche le allarmanti conseguenze dell’interruzione dei programmi di screening: 1.168 casi di cancro colorettale e 6.700 adenomi avanzati sono stati persi alla diagnosi in tutto il Paese a causa degli esami di esami di screening dimezzati (-52%). Un ritardo diagnostico che emerge dall’ultimo report dell’Osservatorio nazionale screening (Ons) e ripreso da Fismad, sulla base del confronto tra il numero di diagnosi fatte da gennaio a ottobre 2020 con quelle dello stesso periodo dell'anno precedente.

Dal punto di vista clinico, spiega la Fismad, le conseguenze maggiori delle mancate diagnosi si traducono, per esempio, in una possibile incremento del 3% dello stadio alla diagnosi del tumore cancro colorettale e un possibile aumento del 12% della mortalità per ritardi superiori ai 12 mesi.

I dati emersi dall'indagine «mostrano come le riduzioni del volume delle attività diagnostiche gastroenterologiche specialistiche dovute alla pandemia Covid-19 abbiano portato a un numero considerevole di diagnosi perse dei tre “grandi killer”, vale a dire i tumori dello stomaco, del colon-retto e del pancreas» sottolinea Elisabetta Buscarini, presidente Fismad. Se non ci sarà un’inversione di tendenza, le conseguenze della pandemia, avverte Buscarini, «potrebbero compromettere drasticamente l'effetto protettivo dello screening per cancro colorettale accumulato in due decenni e invertire le tendenze positive osservate per i tumori del colon-retto e dello stomaco».