Fukushima. Dopo il disastro nucleare sono aumentate le operazioni per difetti cardiaci congeniti

Le conseguenze

Fukushima. Dopo il disastro nucleare sono aumentate le operazioni per difetti cardiaci congeniti

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Era l’11 marzo del 2011. Dopo il terremoto, le onde invasero la centrale nucleare mettendo fuori uso i gruppi elettrogeni di sicurezza. Saltò il sistema di raffreddamento e la situazione precipitò fino alla fusione del nocciolo.
di redazione

Nei quattro anni successivi al disastro nucleare di Fukushima, il peggiore dai tempi di Chernobyl, il numero di operazioni per difetti congeniti al cuore nei bambini è aumentato in maniera significativa. Lo dimostra uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association che non arriva a stabilire un legame di causa ed effetto tra l’incidente alla centrale giapponese e la crescita dei casi di malformazioni cardiache alla nascita, ma riconosce un’associazione troppo forte per essere attribuita al caso.

Era l’11 marzo del 2011. La terra inizia a tremare alle 14,46 ora locale, il mare si gonfia fino a raggiungere picchi di 40 metri di altezza e invade la centrale nucleare mettendo fuori uso i gruppi elettrogeni di sicurezza. Il sistema di raffreddamento dei reattori non fa il suo dovere e la situazione precipita fino alla fusione del nocciolo. La gravità dell’incidente è valutata con il punteggio massimo della scala Ines (International Nuclear and radiological Event Scale): livello 7. 

Da allora gli epidemiologi hanno cercato di valutare l’impatto sulla salute di quella fuga di radiazioni analizzando varie fasce della popolazione giapponese. Ora è la volta dei bambini nati negli anni successivi al terremoto dalle tragiche conseguenze. I ricercatori hanno analizzato i dati delle operazioni per malattie cardiache congenite nei bambini dalla nascita fino ai 17 anni di età tra il 2007 e il 2014 raccolti dalla Japanese Association for Thoracic Surgery.

Ebbene, l’episodio di Fukushima fa da spartiacque. Nei quattro anni successivi all’incidente il numero di interventi per difetti cardiaci congeniti in tutto il Giappone è aumentato del 14,3 per cento. Le anomalie più frequentemente sottoposte al bisturi erano quelle che generalmente insorgono durante le diverse fasi di sviluppo del cuore.

«Sebbene questa ricerca si concentri su eventi accaduti in Giappone, il potenziale per incidenti nucleari in tutto il mondo è una preoccupazione per la salute globale. Il nostro studio suggerisce che un incidente nucleare potrebbe aumentare il rischio di cardiopatia congenita complessa», ha detto Kaori Murase, della Nagoya City University in Giappone tra gli autori dello studio.

La cardiopatia congenita complessa si verifica nelle prime fasi dello sviluppo del feto e richiede necessariamente un intervento chirurgico avanzato. In molti casi, queste anomalie possono influire sulla salute nel corso della vita del paziente. Tra i difetti congeniti rientra la stenosi della valvola aortica, l’anomalia di Ebstein a carico della valvola tricuspide, difetto del setto ventricolare (apertura che causa una comunicazione tra ventricoli) 

Dopo l'incidente nucleare di Chernobyl nel 1986, la malattia cardiaca congenita nelle aree colpite dalle radiazioni è aumentata.

«Gli incidenti nucleari possono avere effetti avversi ad ampio raggio su vari tipi di cardiopatie congenite. Quanto prima l'esposizione alle radiazioni avviene in un cuore in fase di sviluppo, tanto più è probabile che l'incidente nucleare possa avere un impatto negativo su più parti del cuore», ha detto Murase.

Ma le radiazioni potrebbero non avere tutte le colpe. È noto infatti che lo stress affrontato da una donna incinta è un fattore di rischio per malattie cardiache congenite del nascituro. La perdita del lavoro, la morte del partner, il trasferimento forzato in un’altra casa, sono tutti eventi che generano stress e l’incidente di Fukushima ha costretto ad affrontare. Potrebbe trattarsi di un fattore di rischio indiretto che si è aggiunto a quello principale costituito dalla tossicità dell’aria.  

«Un incidente nucleare è un problema che colpisce direttamente la vita di ognuno di noi. Sono necessarie ulteriori ricerche affinché gli effetti sulla salute provocati da questo tipo di incidente non vengano sottovalutati», ha detto Murase.