Fumo: è finito l’effetto Sirchia

I dati

Fumo: è finito l’effetto Sirchia

redazione

La discesa è finita. A 13 anni dall’approvazione della legge Sirchia che ha vietato il fumo negli spazi pubblici e sui posti di lavoro e che ha incentivato numerosi italiani a mollare le bionde, il numero di fumatori si è ormai stabilizzato. Anzi è in lieve aumento. 

Sono 11,5 milioni, più di un italiano su 5. Si osservano, però, cambiamenti nei modelli di consumo: in particolare cresce la quota di fumatori che preferiscono le sigarette elettroniche e quelli che optano per il tabacco rollato a mano piuttosto che per le sigarette. 

Vizio stabile

A fornire la fotografia del fumo in Italia è l’Istituto superiore di sanità in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco che si celebra il 31 maggio. Oltre al numero di fumatori, il rapporto dell’Iss mostra che è il fumo è ancora un fenomeno più maschile che femminile:  fumano 6,9 milioni di uomini (il 27,3% della popolazione) e 4,6 milioni di donne (17,2%). 

La fascia di età in cui il fumo è più diffuso è quella compresa tra i 25 e i 44 anni (in questa fascia di età fuma il 24,1% delle donne e il 31,9% degli uomini). La percentuale più bassa si osserva invece tra gli ultrasessantacinquenni. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, la prevalenza di fumatori di sesso maschile si registra nelle regioni del Centro Italia (30.4%), mentre la prevalenza di fumatrici nelle regioni del Nord  (19.9%).

Il consumo medio di sigarette al giorno si conferma intorno alle 13 sigarette. Il 45 per cento dei fumatori fuma tra le 10 e le 19 sigarette al giorno. In aumento, rispetto allo scorso anno, i fumatori cosiddetti “leggeri” (fino a 9 sigarette al giorno): sono passati dal 16,7 per cento nel 2015 al 23,6 per cento nel 2016.  Il 71,1 per cento dei fumatori ha acceso la prima bionda tra i 15 ed i 17 anni: questa fascia d’età si conferma nel tempo particolarmente critica per l’iniziazione al fumo di tabacco. Il 13,8 per cento dei fumatori ha iniziato a fumare addirittura prima dei 15 anni. Gli uomini iniziano mediamente un anno e mezzo prima delle donne (a 17,4 anni gli uomini, a 18,7 le donne) ed Il motivo per cui si accende la prima sigaretta è legato all’influenza dei pari: il 60,7 per cento dei fumatori, infatti, ha iniziato perché influenzato dagli amici o dai compagni di scuola.

«Si conferma anche quest’anno un trend che andiamo osservando oramai da 8 anni ovvero che la prevalenza di fumatori in Italia rimane pressoché invariata, al di là di piccole oscillazioni percentuali scarsamente significative», dice Roberta Pacifici, direttore dell’Osservatorio fumo, Alcol e Droga dell’ISS. «In particolare, registriamo una lieve crescita nella prevalenza dei fumatori di entrambi i sessi, con un aumento più marcato negli uomini  rispetto alle donne. Ciò che sta cambiando sono le modalità di consumo», aggiunge. 

In particolare, il primo cambiamento sostanziale riguarda le sigarette fatte a mano: sono il 18,6 per cento del totale (ma la percentuale è notevolmente più alta tra i giovani). 

Paradosso ecig

Il secondo grande mutamento riguarda invece la diffusione delle sigarette elettroniche. Il numero degli utilizzatori è triplicato in un solo anno sfiorando il 4 per cento dei fumatori. 

Sorprende tuttavia il fatto che i fumatori di sigaretta elettronica sono in 4 casi su 5 utilizzatori duali, fumano cioè sia la sigaretta elettronica sia quella tradizionale.

I dati sembrano dunque smentire la principale argomentazione dei sostenitori delle ecig, vale a dire che l’uso delle sigarette elettroniche sia un valido aiuto nella disassuefazione dal fumo: infatti non solo quasi l’80 per cento dei fumatori di sigarette elettroniche continua a usare le sigarette tradizionali, ma una percentuale rilevante ha aumentato il numero di sigarette fumate e non manca nemmeno chi, dopo aver smesso, ha ricominciato a fumare le sigarette tradizionali insieme a quelle elettroniche e perfino chi non aveva mai fumato e si è trasformato in consumatore duale. 

«Sebbene non ci siano ancora riscontri scientifici sufficienti sulla sicurezza e l’efficacia di questo strumento nella disassuefazione alle abitudini al fumo la ripresa del consumo di questi articoli sottolinea la necessità di un attento e ulteriore monitoraggio del fenomeno e di rigorosi studi clinici sul loro utilizzo»», afferma il presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi.