Gioco d’azzardo: 1 milione e mezzo di giocatori problematici

L’indagine

Gioco d’azzardo: 1 milione e mezzo di giocatori problematici

Complessivamente sono quasi 5 milioni gli italiani a rischio dipendenza
redazione

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Nell’ultimo anno quasi 18 milioni e mezzo di italiani hanno giocato d’azzardo almeno una volta. I giochi più diffusi sono le lotterie istantanee, il lotto e le lotterie, i giochi numerici a totalizzatore come il Superenalotto), le slot machine

Tra i 50 e i 64 anni, residente al Sud, fumatore; consuma alcolici 4 o più volte a settimana. Preferisce le slot machine e per giocarci scegli esercizi lontani dai suoi luoghi di vita. Spesso ha ottenuto un prestito.

È questo il ritratto del milione e mezzo di italiani per i quali il gioco d’azzardo è diventato un problema serio; un’attività a cui non riescono a sottrarsi, per la quale non riescono a controllare la spesa e che altera i comportamenti sociali e familiari. Il profilo emerge da un’indagine epidemiologica sul gioco d’azzardo realizzata dall’Istituto Superiore di Sanità.

«Questa indagine, affidataci dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli dello Stato è il più grande studio mai realizzato prima in Italia e ci offre la possibilità di fotografare un fenomeno, prevalente al Sud e nelle Isole, il cui monitoraggio può essere una guida per valutare l’efficacia delle azioni di prevenzione e gli interventi di assistenza», dice il presidente dell’ISS Walter Ricciardi

Gioco per tutti

L’indagine, realizzata con la collaborazione di Esplora, ha concluso che nell’ultimo anno quasi 18 milioni e mezzo di italiani (il 36,4%) hanno giocato d’azzardo almeno una volta. Si gioca di più al Centro (42,7%) di meno nel Nord-Est (29,3%).

I giochi più diffusi sono le lotterie istantanee o in tempo reale, il lotto e le lotterie, i giochi numerici a totalizzatore (per esempio il Superenalotto), le slot machine. In calo le videolotterie. 

Si gioca soprattutto dal tabaccaio (82,6%), al bar (61,8%) nelle ricevitorie (26,9%), nelle sale scommesse (12,5%) e nelle sale bingo (8,2%). 

La maggioranza dei giocatori (circa 13,5 milioni) lo fa in modo “sociale”.

Quando il gioco è un problema

Se la maggior parte dei 18 milioni e mezzo di giocatori italiani non sono a rischio, c’è una fetta non irrilevante di giocatori problematici: sono circa 1,5 milioni a cui se ne aggiungono altri 3,4 a rischio basso o moderato.

Tra i giocatori problematici la fascia di età 50-64 anni è la più rappresentata (35,5%). Le aree del paese più rappresentate sono il Sud e le Isole. Peculiari sono anche gli stai di vita: tra i giocatori d’azzardo problematici rispetto ai giocatori sociali è maggiore la percentuale di chi fuma e di chi consuma alcolici. Infine, afferma l’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità, «sembra caratterizzare maggiormente il giocatore problematico, il fenomeno del binge drinking e il consumo di sostanze stupefacenti». 

Il comportamento problematico di gioco si associa all’uso di Slot Machine e VLT. I dati dell’indagine mostrano, inoltre, che il giocatore problematico predilige i luoghi lontani da casa e dal lavoro e che garantiscano la maggiore privacy.

Giovani e anziani

L’indagine si è focalizzata anche sui minori tra i 14 e i 17 anni e sugli over 65enni. 

Lo studio nella popolazione scolastica italiana minorenne ha coinvolto complessivamente 15.602 studenti in età dai 14 ai 17 anni, provenienti da 201 scuole (187 pubbliche e 14 private parificate) e per i quali la normativa vigente vieta in assoluto la pratica del gioco d’azzardo. 

È emerso che sono quasi 700mila quelli che giocano. Nel 35% dei casi sono 17enni, con un divario di genere molto marcato e prevalente nei maschi: 4 su 10. I giovani giocatori problematici invece sono il 3% dei giovani giocatori (circa 70mila studenti), praticano soprattutto scommesse sportive (79,6%) e lotterie istantanee (70,1%). 

«Considerando che il gioco è vietato ai minori di 18 anni bisogna tenera alta l’attenzione alla luce del dato emerso dall’indagine: di questi 700mila che giocano d’azzardo quasi 70mila sono già giocatori problematici», ha affermato Roberta Pacifici, direttore del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS.

Per quel che concerne gli over-65 è emerso che sono circa 3 milioni quelli che giocano, senza differenze di genere. Di questi 3 milioni il 2% è un giocatore problematico. Preferiscono le lotterie come tipologia di gioco e lo fanno dal tabaccaio o al bar. 

«Le evidenze emerse confermano che le azioni di contrasto al gioco patologico che l’Agenzia ha già messo in campo vanno nella giusta direzione, ma siamo solo all’inizio», afferma Roberto Fanelli, Direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. «Stiamo già lavorando ad altre misure per rendere più sicuri e di qualità i prodotti di gioco al fine di limitare i fenomeni di problematicità legati al Gioco d’azzardo patologico. L’occasione più appropriata è sicuramente il decreto dignità che promuove il riordino normativo del settore del gioco».

Già da un anno, intanto, è attivo presso il Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità, il Numero Verde 800 558822 per aiutare e orientare le persone con problemi legati al gioco d’azzardo e i loro familiari.