Grazie ai vaccini diremo addio ai tumori da HPV. Ma occorrerà aspettare il 2045

La previsione

Grazie ai vaccini diremo addio ai tumori da HPV. Ma occorrerà aspettare il 2045

L’addio ai tumori da Hpv non è previsto per domani, né per dopodomani. Ma, grazie ai vaccini, entro il 2045 i casi nelle persone di mezza età saranno più unici che rari. Non possiamo sperare lo stesso per altre malattie, quindi si tratta di una buona notizia. In sostanza, basta solo aspettare

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Immagine: Israel Defense Forces, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons
di redazione

2045, addio (o quasi) al cancro da papilloma virus. Non accadrà domani, ma grazie ai vaccini possiamo sperare di liberarci prima o poi delle forme di tumore provocate dall’infezione da HPV. Secondo i ricercatori della Johns Hopkins University che hanno firmato uno studio su JAMA Oncology tra poco più di vent’anni i tumori della cervice uterina e quelli orofaringei causati dal virus saranno molto rari nelle persone di mezza età, che sono quelle che si sono vaccinate.  

Non succede spesso di poter intravedere la fine o il significativo declino di una malattia, per cui, anche se il traguardo non è imminente, si tratta indubbiamente di una buona notizia. 

Il vaccino contro l’Hpv negli Usa è stato introdotto nel 2006 come prevenzione del cancro della cervice uterina e nel 2020 per la prevenzione dei tumori orofaringei e di altri tumori della testa e del collo causati dal virus.  «Poiché la vaccinazione HPV è destinata a chi ha un'età compresa tra gli 11 e i 12 anni, ossia decenni prima dell'età media delle diagnosi di tumore orofaringeo (uomini: 61 anni; donne: 63 anni11), l'impatto degli sforzi della vaccinazione sull'incidenza di questo e di altri tumori correlati all'HPV richiederà tempo per poter essere osservato», affermano gli autori dello studio. In sostanza, spiegano i ricercatori, bisogna lasciare il tempo ai vaccini di fare il loro lavoro. E possiamo essere certi che in futuro l’Hpv verrà messo all’angolo. 

I ricercatori hanno analizzato i database nazionali degli Stati Uniti raccogliendo i dati sui casi di tumori da Hpv e sulle vaccinazioni e hanno poi calcolato l’impatto dei vaccini sulla percentuale di diagnosi di cancro nei differenti gruppi di età. Secondo le loro stime i casi di tumore orofaringeo saranno quasi dimezzati entro il 2045 tra le persone di 36-45 anni, restando però stabili nelle persone più anziane che non si sono vaccinate. 

«La vaccinazione Hpv funzionerà per prevenire i tumori orofaringei, ma ci vorrà del tempo per vedere quell'impatto, perché questi tumori si verificano principalmente nella mezza età», spiega Yuehan Zhang, della Bloomberg School della Johns Hopkins University che ha guidato lo studio. 

Se le campagne vaccinali contro l’Hpv negli Stati Uniti proseguiranno al ritmo attuale, si stima che entro il 2045 sarà vaccinato circa il 72 per cento delle persone di età compresa tra i 36-45, il 37 per cento di quelle tra i 46 e i 55 anni, il 9 per cento di quelle tra i 56 e i 69 e lo 0 per cento delle persone di età compresa tra 70 e 83 anni. «Questi risultati suggeriscono che con gli attuali tassi di vaccinazione HPV ci vorranno più di 25 anni i per rallentare una crescente incidenza di tumore orofoaringeo perché la maggior parte delle malattie sarà tra gli individui più anziani che non sono ancora stati vaccinati», riconoscono i ricercatori. .

Ma se la prevalenza dei tumori da Hpv resterà in sostanza invariata tra le persone anziane, andrà a picco tra le persone più giovani. I tassi di nuove diagnosi di tumori orofaringei nelle persone di età 36-45 e 46-55 che si sono vaccinate in massa tra il 2018 e il 2045 passeranno rispettivamente da 1,4 a 0,8 per 100mila e da 8,7 a 7,2 per 100mila. È solo una questione di tempo.