India, il dramma delle “spose bambine” si ripercuote sui figli: chi nasce da una mamma teenager è più a rischio di malnutrizione

L’indagine

India, il dramma delle “spose bambine” si ripercuote sui figli: chi nasce da una mamma teenager è più a rischio di malnutrizione

india-children.jpg

Nel mondo ogni anno circa 16 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni diventano mamme e il 95 per cento di queste gravidanze avviene nei Paesi più poveri, tra cui l’India. 
di redazione

Le donne single in India sono rare come mosche bianche: solamente l’1 per cento arriva alla mezza età senza aver mai pronunciato il “fatidico sì”. E ancora oggi, nonostante la legge vieti di convolare a nozze prima dei 18 anni, il 27 per cento delle donne prende marito quando è ancora minorenne. Passare da moglie a madre è un attimo. Nel giro di poco tempo queste “spose bambine” diventano mamme: In India il 31 per cento delle donne sposate partorisce il primo figlio intorno ai 18 anni. 

I dati che abbiamo citato sono ricavati dalla National Family and Health Survey (Nfhs), un’ indagine del 2017 sulle caratteristiche delle famiglie indiane che ha attirato l’attenzione dei ricercatori dell’International Food Policy Research Institute (Ifpri), organizzazione no-profit con sede a Washington, desiderosi di proseguire questa analisi sociale aggiungendo il tassello mancante: che conseguenze hanno le gravidanze in adolescenza (o poco più tardi) sulla salute dei bambini?

La risposta è contenuta nello studio appena pubblicato su The Lancet Child and Adolescent Health: il drammatico fenomeno delle “spose bambine” si ripercuote sui nascituri che corrono un maggior rischio di malnutrizione rispetto ai figli di donne adulte. 

Gli autori hanno analizzato i dati di 60mila coppie mamma-figlio scoprendo che i bambini nati da madri teenager hanno un aumento di 10 punti percentuali dellle probabilità di essere sottopeso e di soffrire di rachitismo, rispetto ai bambini nati da mamme più grandi. E questo accade perché generalmente le mamme adolescenti sono più povere, meno istruite, vivono in condizioni igienico sanitarie precarie con un limitato accesso ai servizi sanitari e una scarsa conoscenza delle procedure di allattamento e accudimento. 

La buona notizia, scrivono gli autori dello studio, è che la soluzione del problema, pur non essendo semplice, è facilmente individuabile: porre fine al fenomeno delle “spose bambine”. 

Tutti gli interventi per togliere il freno dall’acceleratore delle vite delle ragazze, ripristinando i tempi naturali della crescita, potrebbero interrompere il circolo vizioso della malnutrizione che attualmente si tramanda di generazione in generazione, con donne malnutrite che mettono al mondo bambini malnutriti. 

«Purtroppo, in India i matrimoni precoci e le successive gravidanze non sono frutto di una scelta deliberata, ma la conseguenza della impossibilità per le ragazze, costrette a vivere sotto controllo, di scegliere il proprio destino», ha dichiarato Purnima Menon, coautore dello studio. 

Se fossero libere di decidere cosa fare della loro vita le ragazze indiane rimanderebbero la data delle nozze di qualche anno. Secondo l’indagine Teenage Girls Survey 2018 della Naandi Foundation, il 73,3 per cento delle intervistate si sposerebbe solo dopo aver compiuto i 21 anni di età. 

«L’adolescenza è un periodo cruciale di cambiamenti fisici e neurologici ed è sempre più riconosciuta come uno stadio della vita meritevole di attenzioni strategiche per la salute. Tra i molti problemi di salute che affrontano gli adolescenti, la gravidanza adolescenziale è probabilmente il più grande a causa dei suoi effetti sul benessere sia della madre che del bambino», scrivono gli autori dello studio.

Nel mondo ogni anno circa 16 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni diventano mamme e il 95 per cento di queste gravidanze avviene nei Paesi più poveri, tra cui l’India. 

«L’India è uno dei dieci paesi con il più grande numero di gravidanze precoci sia in prevalenza relativa sia in numero assoluto e il Paese con il maggior numero di bambini affetti da rachitismo. La riduzione del numero di gravidanze precoci in India può probabilmente contribuire a raggiungere diversi obiettivi di sviluppo sostenibile legati alla povertà, alla salute, alla nutrizione, al benessere generale, all’equità e all’istruzione», dichiarano i ricercatori dell’Ifpri.