Un indicatore nei Lea per misurare l'aderenza degli anziani alle terapie

La proposta

Un indicatore nei Lea per misurare l'aderenza degli anziani alle terapie

di redazione

Misurare l’aderenza terapeutica nelle malattie croniche in maniera standardizzata a livello nazionale e dare così una risposta concreta al problema della scarsa aderenza alle cure, particolarmente rilevante tra gli anziani e molto acuito dalla pandemia: é questo lo scopo dell'”Indicatore sintetico di aderenza” da integrare nel sistema dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) proposto da Italia longeva, l’Associazione per l’invecchiamento e la longevità attiva del ministero della Salute.

Come rileva l’Expert Opinion Paper L’aderenza nella governance della long-term care: proposta di indicatore sintetico, promosso da Italia longeva e condiviso con la Direzione della Programmazione sanitaria del ministero della Salute, presentato mercoledì 10 marzo, oltre 8 milioni di italiani over-65 hanno almeno una malattia cronica, 5 milioni e mezzo ne hanno almeno tre e circa 2 milioni sono costretti ad assumere almeno dieci farmaci al giorno. Seguire scrupolosamente le indicazioni per l'assunzione dei farmaci è dunque un fattore chiave per garantire una vecchiaia attiva e il più possibile in salute e, al contempo, la tenuta del Servizio sanitario nazionale.

«L’aderenza al trattamento farmacologico deve essere considerata un parametro essenziale per garantire la salute della popolazione, in particolare degli anziani – sostiene Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva - e per rendere più efficiente il nostro sistema sanitario. È un tema di cui si parla da anni ma, a oggi, non esiste uno strumento di valutazione valido per tutte le patologie e facilmente implementabile dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Il vero passo in avanti – assicura - è la proposta di un indicatore sintetico quale strategia standardizzata di misurazione dell’aderenza in tutto il Paese, in grado di darci un’istantanea della qualità dell’assistenza sanitaria e di correggere il tiro laddove necessario».

Il Paper di Italia Longeva è il risultato di una revisione sistematica della letteratura degli ultimi dieci anni per identificare e valutare gli indicatori di aderenza alle terapie per le patologie croniche nella popolazione italiana. Inoltre, sono state analizzate le evidenze disponibili sui costi associati alla non aderenza e sull’efficacia delle azioni per ridurla.

«L’aderenza terapeutica, specialmente nell’ambito della cronicità, è una tematica certamente meritevole di attenzione – assicura Andrea Urbani, direttore generale della Programmazione sanitaria del ministero della Salute - e potrebbe essere verificata nell’ambito dei lavori di revisione degli indicatori del Nuovo sistema di garanzia, in un percorso condiviso con le Regioni».

«Un utilizzo sub-ottimale delle terapie rappresenta uno dei maggiori parametri di inefficienza del Servizio sanitario nazionale» osserva Federico Spandonaro, presidente del Centro per la ricerca economica applicata in sanità (Crea Sanità). «Un aumento dell’aderenza, sebbene comporti un incremento dei costi farmaceutici, determina – prosegue l'economista - una riduzione più che proporzionale dei costi sanitari diretti totali, dovuti principalmente alla riduzione delle visite mediche e dei ricoveri ospedalieri. Dallo studio emerge che qualora si raggiungessero livelli di aderenza alle terapie maggiori dell’80%, si produrrebbe un risparmio mediano annuo pro-capite di 462 euro per l’ipertensione, di 659 euro per le dislipidemie e di 572 euro per l’insufficienza cardiaca».

«Solo misurando l’aderenza- conclude Berbabei - è possibile ricomprenderla nel Nuovo sistema di garanzia che, fissato un livello standard di adempimento, potrà rivelarsi un potente meccanismo di incentivazione per le Regioni a investire in azioni concrete per aumentare i livelli di aderenza e migliorare lo stato di salute dei propri cittadini».