L’indicibile verità dei coniugi caregiver. Si sta meglio quando il partner muore

Lo studio

L’indicibile verità dei coniugi caregiver. Si sta meglio quando il partner muore

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Troppo pesante il carico di lavoro che sopportano i coniugi-caregiver. Così il beneficio derivante dalla fine di questa attività è più forte del dolore che si prova alla morte del congiunto
di redazione

Come reagisce un marito o una moglie alla morte del partner dopo averlo accudito a lungo? La risposta, consegnata da uno studio sul Journals of Gerontology, è spiazzante: la qualità della vita dei caregiver migliora. Il calvario attraversato da chi si immola all’accudimento di un malato grave è peggiore del lutto dovuto alla scomparsa del proprio compagno di vita. 

Lo studio ha seguito, tra il 2001 e il 2016, 264 caregiver la storia dei cui partner ha avuto esiti opposti: 152 persone accudite dai coniugi sono morte e 112 sono guarite dalla malattia. Tutti i pazienti richiedevano un accudimento costante: avevano bisogno dell’intervento del partner per lavarsi, vestirsi e mangiare. 

Ma l’impegno richiesto ai partner delle persone che poi sarebbero decedute era di gran lunga superiore rispetto a quello dei compagni di pazienti che sarebbero guariti: in totale il 71 per cento dei partner dei pazienti deceduti dedicava all'accudimento del partner più di 7 ore al giorno.

Non stupisce dunque che nei due anni successivi alla morte del compagno/a, il vedovo o la vedova hanno sperimentato un netto miglioramento della qualità di vita. Molto più marcato di quello sperimentato dai caregiver il cui parner guariva.

«Il paradossale risultato, ossia che la vita diventa più soddisfacente quando il partner malato muore piuttosto che quando guarisce, potrebbe derivare dal fatto che in media  i caregiver rimasti vedovi nello studio avevano avuto carichi di cura e accudimento più pesanti, con coniugi più malati e hanno trascorso un numero maggiore di ore a prendersi cura della persona amata fino alla fine», ha affermato Laura Langner, ricercatrice di sociologia presso l'Università di Oxford e il Nuffield College nel Regno Unito che ha guidato la ricerca .

I risultati dello studio sono l’ennesima testimonianza del carico di lavoro che il famigliare di un malato deve sostenere. L’impegno è talmente pesante che quando finisce, paradossalmente e in modo quasi innaturale, ci si sente meglio.

«I risultati suggeriscono che un maggiore sostegno ai caregiver con elevati carichi di assistenza può alleviare parte dello sforzo associato all'assistenza familiare di un coniuge poiché, anche se il partner è morto, una diminuzione delle ore di assistenza è stata associata ad un aumento della soddisfazione della vita», ha detto Langner .

Lo studio è stato condotto in Germania, dove i caregiver che si occupano di un famigliare ricevono diverse forme di sostegno finanziario. La situazione potrebbe essere diversa e l’impatto della malattia su un famigliare che si occupa del paziente potrebbe essere ancora più pesante in Paesi dove non è previsto alcun sostegno.