In Inghilterra è aumentata la mortalità infantile e la colpa è della povertà

L’analisi

In Inghilterra è aumentata la mortalità infantile e la colpa è della povertà

di redazione

Non accadeva da quarant’anni. In Inghilterra è stato registrato un aumento senza precedenti della mortalità infantile: in totale tra il 2014 e il 2017 ci sono stati 572 decessi di bambini di età inferiore a un anno in più rispetto al passato. L’inquietante e anomalo caso britannico, assai raro nei Paesi ad alto reddito, non è sfuggito ai ricercatori dell’Università di Liverpool, di Leeds e di Newcastle che hanno cercato di risalire alle cause, scoprendo che la principale responsabile è la povertà. Lo studio pubblicato su Bmj Open arriva alla conclusione che un terzo delle morti in eccesso può essere attribuito al peggioramento delle condizioni economiche di molte famiglie inglesi. 

«La mortalità infantile è un indicatore sensibile del cambiamento generale della salute delle società e, in quanto tale, serve da sistema di allarme precoce per le tendenze avverse future. È quindi urgente comprendere questa tendenza estremamente preoccupante in Inghilterra», scrivono i ricercatori. 

Gli scienziati hanno analizzato i trend di mortalità infantile in differenti aree dell’Inghilterra tra il 2000 e il 2017 in cerca di una spiegazione a un fenomeno insolito nello scenario dei Paesi ricchi. Per condurre l’indagine hanno diviso 324 località inglesi in 5 categorie (quintili) in base ai livelli di reddito, partendo dal livello 1 delle zone più agiate al livello 5 delle aree più povere. 

Ricorrendo a strumenti statistici, gli scienziati sono riusciti a calcolare l’associazione tra il cambiamento del tenore di vita degli abitanti delle singole regioni e la mortalità infantile nel corso dello stesso periodo. 

E hanno scoperto che l’aumento della mortalità infantile in Inghilterra dal 2014-2017 non ha riguardato in modo uniforme tutta la popolazione. Nelle aree più povere si è assistito a un cambio di rotta: la precedente tendenza che aveva registrato un calo della mortalità infantile è stata ribaltata e si sono verificati 24 casi di morti infantili in più ogni 100mila bambini all’anno. 

Nelle località più ricche i numeri sono rimasti per lo più immutati. Attualmente esiste quindi un preoccupante divario tra le zone più agiate e meno agiate che è simboleggiato da 52 casi di mortalità infantile di differenza ogni 100mila morti.  

Un divario di cui gli esperti di salute pubblica non potranno fare a meno di occuparsi. «Questo aumento della mortalità tra i bambini più svantaggiati è senza precedenti e richiede azioni urgenti dai governi nazionali e locali e dal sistema sanitario e sociale», avvertono i ricercatori.

Secondo le stime dei ricercatori a un aumento dell’1 per cento della povertà corrispondono 5,8 decessi di bambini sotto l’anno di età in più ogni 100mila nascite. 

Tirando le somme definitive: un terzo dell’aumento della mortalità infantile (172 morti) è dovuto al peggioramento delle condizioni economiche. 

«Per la prima volta in circa 40 anni c’è stato un aumento sostenuto nel tempo della mortalità infantile nelle aree più povere. Le regioni inglesi con la maggiore crescita di povertà infantile hanno avuto il più elevato aumento di mortalità infantile. La nostra analisi suggerisce l’indebolimento della rete di protezione sociale - che porta a livelli crescenti di povertà infantile - potrebbe contribuire a questo aumento della mortalità nei neonati più svantaggiati», concludono gli autori dell’indagine.