L’inquinamento uccide anche al di sotto dei limiti di legge

L’allarme

L’inquinamento uccide anche al di sotto dei limiti di legge

Non esiste una soglia sicura: anche l’aria che stiamo respirando in questo momento è dannosa
redazione

Non si salva nessuno. L’inquinamento atmosferico è nocivo sempre, anche al di sotto della soglia generalmente considerata sicura. Non lascia scampo l’ultima indagine del New England Journal of Medicine sull’impatto delle polveri sottili e dell’ozono sulla salute della popolazione. 

Certo, a valori più alti di smog corrispondono i rischi maggiori di malattie e di morte prematura.. Ma, dicono gli autori dello studio, i livelli di inquinamento ritenuti accettabili dall’Environmental Protection Agency non sono affatto innocui. È una notizia che stona con la politica dell’amministrazione Trump che sembra piuttosto intenzionata a far pace con i gas serra una volta per tutte, visto il taglio dei fondi a i programmi di protezione ambientale. L’analisi del Nejm non può passare inosservata visto l’alto numero di dati raccolti. 

Lo studio che ha coinvolto 60 milioni di adulti americani non ha individuato alcuna zona franca, nessun valore sotto il quale considerarsi al sicuro. I ricercatori dell’Università di Harvard che hanno condotto l’indagine si sono serviti di un sofisticato modello computazionale che incrocia i dati sull’inquinamento provenienti dalle centraline di monitoraggio a terra con quelli raccolti dai satelliti. Il programma consegna quindi una “fotografia” molto precisa della qualità dell’aria che sovrasta il suolo americano. 

Queste informazioni sono state poi messe a confronto con i dati sulla salute di 60 milioni di adulti beneficiari del Medicare tra il 2000 e il 2012, un campione che rappresentano il 97 per cento della popolazione sopra i 65 anni di età. 

I ricercatori hanno scoperto che gli attuali regolamenti federali non sono sufficienti per proteggere  la popolazione dai danni dell’inquinamento. Anche dosi inferiori di plveri sottili e di ozono possono provocare malattie respiratorie e cardiovascolari. Entriamo nel dettaglio.  Per le polveri sottili (Pm 2,5) basta l’esposizione a 5 milligrammi per metro cubo, ben al di sotto della soglia legale di 12 mg per metro cubo, per aumentare il rischio di morte prematura. Non va meglio per l’ozono. L’Epa fissa il limite massimo a 70 parti per miliardo, ma l’aumento di mortalità si registra già a 30 parti per miliardo. 

I ricercatori hanno anche osservato che quando la concentrazione di particolato aumenta di 10 mg al metro cubo, le probabilità che un cittadino muoia nell’arco di qualche anno crescono del 7,3 per cento. Se l’ozono sale di 10 parti per miliardo, il rischio di morte prematura aumenta dell’1,1 per cento. «È come accorgersi  - dice Francesca Dominici pofessoressa di statistica ad Harvard - che l’aria che stiamo respirando in questo preciso momento è dannosa, e tossica».