Un italiano su venti ancora contrario ai vaccini anti Covid-19. Ma crescono i favorevoli. Anche all'obbligatorietà

L'indagine

Un italiano su venti ancora contrario ai vaccini anti Covid-19. Ma crescono i favorevoli. Anche all'obbligatorietà

di redazione

Oltre l'80 per cento degli italiani è disponibile a vaccinarsi, ma c'è ancora un 5% che non lo è e un altro 6% che lo è poco.

Sono gli ultimi risultati della terza fase della ricerca ResPOnsE Covid-19 dell’Università Statale di Milano, raccolti da marzo a giugno 2021.

L’indagine, coordinata da Cristiano Vezzoni e da Antonio Chiesi e a cura del laboratorio SPS TREND “Hans Schadee”, del Dipartimento di Scienze sociali e politiche dell’Ateneo milanese, mostra che è in continua crescita il numero di chi vuole vaccinarsi o ha già deciso di farlo.

Le analisi presentate nel rapporto considerano infatti i dati di tre rilevazioni: la prima su 15 mila interviste realizzate dal 6 aprile al 7 luglio 2020; la seconda su 3 mila interviste dal 21 al 31 dicembre 2020; la terza su 8.213 interviste quotidiane dal 17 marzo al 6 giugno 2021 (quest'ultima fase è stata resa possibile da un finanziamento della Fondazione Cariplo).

Quello che si nota è appunto che la disponibilità a vaccinarsi degli italiani è in continua crescita: a dicembre 2020 lo era il 60%, a giugno 2021 si è raggiunto l’85% (molti dei quali già vaccinati).

I contrari al vaccino sono invece una minoranza che si è ridotta ulteriormente in questi mesi: a dicembre erano il 12%, oggi sono solo il 5% e la percentuale di chi è poco disponibile a vaccinarsi è passata da circa il 10% di marzo a circa il 6% di giugno.

I più propensi a vaccinarsi sono gli over 65 e i giovani nella fascia 18-24 anni. Le fasce d’età centrali (25-54 anni) sono quelle in cui c’è un maggior numero di indecisi o contrari al vaccino: più del 10% dichiara di essere poco o per niente disponibile a fare il vaccino anti Covid-19.

Tra gli scettici, la principale preoccupazione riguarda gli effetti collaterali, anche se il numero è in diminuzione. A dicembre circa il 16% degli intervistati era preoccupato per gli effetti collaterali, oggi è il 5%.

Pochi quelli contrari ai vaccini per principio, solo il 3% del popolazione maggiorenne.

Cresce invece il consenso per l’obbligatorietà del vaccino. Oggi più della metà degli italiani è a favore, mentre a dicembre era il 40%.

Quanto alla sicurezza dei vaccini, la maggior parte degli italiani (più del 60%) non ne dubita e si fida della comunità scientifica.

Tutti dati che, secondo Vezzoni, «sono in netto contrasto con il peso che è attribuito alle posizioni no-vax nel dibattito pubblico»