Malati per colpa del clima: con il global warming aumentano i casi di malattia renale cronica

L’allarme

Malati per colpa del clima: con il global warming aumentano i casi di malattia renale cronica

el salvador.jpg

Le temperature abbondantemente sopra le medie stagionali, nel 2003 in Europa provocarono la morte di 70mila persone.
di redazione

Se non riusciamo a curare il mondo, prepariamoci a curare i suoi abitanti. È questo i senso di un appello lanciato dalle pagine del New England Journal of Medicine dagli scienziati dell’Università del Colorado. Sì perché il cambiamento climatico ha provocato un aumento di alcune patologie in una misura tale da destare preoccupazione. 

L’esempio più lampante è quello dell’anomala epidemia di malattia renale cronica tra le popolazioni dell’America centrale segnalata per la prima volta negli anni Novanta dello scorso secolo tra gli agricoltori di El Salvador. Nessuno dei tipici fattori che contribuiscono a danneggiare i reni, (per esempio ipertensione o diabete) sembrano spiegare il picco di casi registrato da decenni a questa parte. La causa resta ancora sconosciuta ma c’è il forte sospetto che l’aumento del caldo e dell’umidità abbia dato un notevole contributo. 

«La malattia renale cronica è una patologia sentinella nell’era del cambiamento climatico. Ma noi possiamo imparare qualcosa da questa epidemia e scegliere strategie future più sagge», ha detto Cecilia Sorensen, della Colorado School of Public Health, a capo della ricerca. 

Non sembra un caso, affermano i ricercatori, che in Guatamela nell’ultimo decennio la mortalità per malattia renale cronica sia aumentata dell’83 per cento. Nè che in tutta l’America centrale la malattia renale cronica sia diventata la principale causa di ricovero ospedaliero e di morte.

«Quel che sappiamo per certo è che la malattia renale cronica è associata all’esposizione al calore e alla disidratazione, nonostante anche l’esposizione ad agenti chimici, metalli pesanti e agenti infettivi, così come i fattori genetici e fattori ambientali legati alla povertà e altri determinanti sociali possono avere il loro peso», scrivono gli autori. 

Aumenta la temperatura aumentano i casi di persone affette da malattia renale cronica. L’associazione è stata osservata non solo tra i braccianti delle piantagioni di canna di zucchero dell’America centrale, costretti a lavorare a 40°, ma anche anche in alcune parti degli Stati Uniti come Florida, California e nella San Luis Valley in Colorado. 

I reni non sono comunque gli unici organi a risentire del caldo. Anche il cuore subisce gli effetti negativi della canicola. «Quando diventa più caldo, osserviamo un aumento delle visite al pronto soccorso per malattie cardiovascolari. Stiamo assistendo a un graduale aumento delle temperature globali medie, ma uno dei maggiori rischi per la salute sono le ondate di calore», ha ricordato Sorensen. 

Secondo gli autori dello studio ad aumentare la gravità della situazione c’è la totale impreparazione dei sistemi sanitari americani ad affrontare condizioni climatiche estreme come il drastico aumento delle temperature che nel 2003 in Europa provocò la morte di 70mila persone. Tra le malattie di cui la sanità americana dovrebbe cominciare preoccuparsi seriamente ci sono anche quelle trasmesse da zanzare o insetti che non vengono più uccisi dal freddo,  come la malattia di Lyme, il virus Zika, la febbre dengue e la chikungunya. 

«Se vogliamo affrontare sia la malattia renale cronica che le altre malattie legate al clima, bisogna integrare le informazioni ambientali nelle pratiche cliniche e di salute pubblica e realizzare solidi sistemi di allerta rapidi incentrati sulle comunità più vulnerabili e sulle malattie sensibili al clima, in modo tale da poter rispondere rapidamente» avvertono gli autori in conclusione.