Mancano i medici. Nel Regno Unito si muore di cancro

Il rischio

Mancano i medici. Nel Regno Unito si muore di cancro

uk hospital.jpg

Per evitare il default, entro il 2027 l’NHS dovrà reclutare almeno 1.700 radiologi in più, 2.500 oncologi e 2.000 radioterapisti. Meno di quanto ne servirebbero in Italia, dove nel 2025 rischiano di mancare quasi 17 mila medici
di redazione

Prima è, meglio è. La regola vale un po’ per tutto, ma nel caso di una diagnosi di cancro, l’invito a non perdere tempo diventa un appello disperato: scoprire un tumore troppo tardi significa ridurre le possibilità di sopravvivenza. Anche le nuove promettenti terapie falliscono quando la malattia ha progredito troppo. Purtroppo, secondo i calcoli del Cancer Research UK, questa circostanza si verifica con drammatica frequenza nel Regno Unito, dove una grave carenza di medici sta compromettendo l’efficacia del processo diagnostico. Solamente in un anno 115mila pazienti inglesi hanno perso l’opportunità di superare la malattia perché la diagnosi è arrivata in ritardo, in circa la metà dei casi allo stadio 3 o 4 del tumore. 

Secondo le stime, entro il 2027 l’Nhs dovrà reclutare almeno 1.700 radiologi in più, 2.500 oncologi e 2.000 radioterapisti, per porre rimedio a quanto accaduto negli ultimi tempi, con 67mila pazienti diagnosticati allo stadio 4 e di fatto tagliati fuori dalle possibilità di sopravvivenza. 

Leggendo il rapporto del Cancer Research UK non si può fare a meno di immaginare scenari simili anche in Italia dove si prevede che da qui al 2025 mancheranno 16.700 medici. 

Potremmo dunque prepararci anche noi a essere travolti dal paradosso della sanità inglese costretta a rinunciare alle grandi potenzialità delle nuove terapie oncologiche per colpa di un timing sbagliato. 

Il programma del Governo britannico lanciato lo scorso anno è ambizioso ma poco credibile: aumentare il numero di diagnosi allo stadio iniziale di un tumore da due su quattro a tre su quattro entro il 2028. La buona intenzione si traduce in circa 100mila diagnosi precoci in più all’anno. Un traguardo difficilmente raggiungibile con le attuali risorse del personale. 

Perché per garantire diagnosi tempestive a un maggior numero di persone deve esserci un maggior numero di specialisti che sa eseguire i test specifici e altrettanti esperti in grado di valutarne i risultati. 

Ma colmare le attuali lacune non è facile. Ora come ora un posto su 10 all’interno del processo diagnostico è vacante. 

«È inaccettabile che così tante persone ricevano una diagnosi in ritardo. Sebbene la sopravvivenza sia migliorata, non sta avvenendo abbastanza in fretta. Un numero maggiore di persone indirizzate agli ospedali necessita di più personale. La latitanza del governo riguardo alla carenza di personale sta paralizzando l’NHS, compromettendo il lavoro di medici e infermiere che lavorano instancabilmente per diagnosticare e curare i pazienti. Entro il 2035,  una persona al minuto riceverà una diagnosi di tumore, ma non è previsto alcun piano per l’aumento del personale  per far fronte alla domanda. Salvare vite umane dal cancro deve essere una priorità nell'agenda del nuovo governo che deve impegnarsi ora a investire nel personale necessario all’Nhs per garantire che nessuno muoia di cancro inutilmente», ha dichiarato Emma Greenwood, dirigente del Cancer Research UK. Entro il 2035, infatti, ci saranno più di 500mila diagnosi di tumori in confronto alle 360mila attuali. Alla sfida del futuro bisogna prepararsi già adesso con lungimiranti piani di rinforzo del personale sanitario. Vale per il Regno Unito come per il Bel Paese. 

I vantaggi delle diagnosi precoci sono eclatanti: nel caso di tumore all’intestino una diagnosi allo stadio iniziale permette la sopravvivenza di 9 pazienti su 10, ma un riconoscimento tardivo della malattia capovolge le statistiche lasciando senza speranza 9 pazienti su 10. 

Di fronte a questi numeri, garantire diagnosi precoci diventa un obbligo per i sistemi sanitari universalistici.