Metropoli italiane a rischio salute

Qualità di vita

Metropoli italiane a rischio salute

Da FareRete un innovativo strumento di analisi per rispondere ai bisogni del cittadino
redazione

La città ideale? Se il criterio per sceglierla è la salute dei suoi abitanti cominciamo a escludere Napoli, Cagliari, Venezia e Roma. Infatti, secondo il rapporto Istat Urbes 2015, una panoramica del benessere in 29 realtà urbane italiane, in tutti e quattro i capoluoghi il numero di decessi per tumore supera la media nazionale (9,1 per 10mila  abitanti). A Napoli il tasso di mortalità è di  di 10,9, a Cagliari di 9,9 e a Venezia di 9,7. Anche Roma (9,6) risulta sopra la media, mentre Milano (9,1) rispetta le statistiche del resto del territorio. 

Sul fronte delle demenze senili ad avere la peggio sono le città metropolitane del Nord, tutte con tassi di mortalità ben al di sopra della media nazionale di 26,2 per 10 mila abitanti. Insomma, a guardare i dati del rapporto, i cittadini non se la passano tanto bene. Con le solite differenze tra nord e sud. Valori della speranza di vita più alti si riscontrano a Firenze, Bologna, Bari e Milano, con livelli superiori a 80 anni per i maschi e a 85 per le femmine, più bassi a Napoli, Palermo e Catania (maschi sotto 79 anni e femmine sotto 84 anni).

Eppure le città avrebbero tutte le carte in regola per promuovere, meglio di altri centi più piccoli, la salute dei propri abitanti, potendo contare sull’integrazione dei servizi sanitari, sui servizi sociali, sulle iniziative culturali e ricreative.  Sfruttare queste opportunità per trasformare le metropoli, dove risiede il 70 per cento della popolazione globale e il 37 per cento di quella italiana, è lo scopo di alcuni recenti progetti, come FareRete Citylab presentato nel corso dell’evento “Sviluppo economico sostenibile e salute dei cittadini” organizzato a Roma da FareRete Il Bene Comune ONLUS, uno strumento innovativo di analisi e valutazione di ricerche sull’urban health. 

«L’obiettivo principale di FareRete Citylab - spiega Lucio Corsaro, Socio fondatore e membro del consiglio direttivo di FareRete -  è quello di offrire e condividere con il decisore, attraverso una piattaforma interdisciplinare e la generazione di nuove conoscenze relative al territorio di studio, elementi ed informazioni utili nella riduzione di costi e sprechi per poter prendere decisioni più consapevoli in merito alla salute e al benessere dei cittadini. Si tratta di un progetto altamente innovativo in quanto prevede l’applicazione di metodologie finora scarsamente, se non affatto sfruttate nel settore pubblico. L’analisi del sistema si svilupperà infatti sia in una direzione qualitativa, partendo dall’osservazione empirica del fenomeno per poi formulare delle ipotesi interpretative, sia di tipo quantitativo, applicando un’analisi del territorio sviluppata a partire da tutti i dati pubblici disponibili».

Sulla stessa linea è il programma Cities Changing Diabetes, l’iniziativa realizzata in partnership tra University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center con il contributo di Novo Nordisk che coinvolge istituzioni nazionali, amministrazioni locali, mondo accademico e terzo settore, con l’obiettivo di mettere in evidenza il legame fra il diabete e le città e promuovere iniziative per salvaguardare la salute dei cittadini e prevenire la malattia. Al programma hanno già aderito Città del Messico, Copenaghen, Houston, Shanghai, Tianjin, Vancouver e Johannesburg, e Roma è la metropoli scelta per il 2017.